Scritture di completamento: guida completa con teoria ed esempi
Aggiornamento: 23 ago
In questo articolo vediamo le scritture di completamento, una delle categorie di scritture di assestamento che si fanno al 31 dicembre, alla chiusura dell'esercizio.
Le scritture di assestamento servono ad assestare, cioè a sistemare e correggere i conti nel rispetto dei principi contabili, come il principio di competenza e il principio di prudenza. Si dividono in quattro categorie:
scritture di completamento;
scritture di rettifica;
scritture di ammortamento.
In questa guida ci occupiamo delle scritture di completamento, che a loro volta si dividono in cinque tipologie:
fatture da emettere e fatture da ricevere;
stralcio di crediti;
TFR (trattamento di fine rapporto);
imposte di esercizio.
L'idea di fondo è sempre la stessa: al 31 dicembre bisogna "completare" delle registrazioni che, per un motivo o per l'altro, non sono ancora complete, in modo che il bilancio rifletta correttamente costi e ricavi di competenza dell'anno.
Indice:
Fatture da emettere e fatture da ricevere
Le fatture da emettere e le fatture da ricevere si usano quando la consegna della merce e l'emissione/ricezione della fattura avvengono a cavallo di due anni.
La regola generale, ripassando, è che l'acquisto si registra quando si riceve la fattura e la vendita si registra quando si emette la fattura. Questa regola ha un'eccezione proprio quando si è a cavallo tra due esercizi: in quel caso si anticipa la registrazione al 31/12, senza aspettare la fattura.
Fatture da ricevere
Si usano quando si riceve la merce prima del 31/12, ma la fattura arriva dopo.
Attenzione all'IVA nelle fatture da ricevere: bisogna distinguere due casi.
Se la fattura viene ricevuta entro il 16 gennaio, il conto fatture da ricevere comprende anche l'IVA a credito.
Se la fattura viene ricevuta dopo il 16 gennaio, il conto fatture da ricevere comprende solo il costo, senza IVA.
Esempio: in data 05/01 si riceve la fattura relativa all'acquisto di merci per 15.000 euro + IVA al 22%. Le merci erano state consegnate il 28/12.
Poiché la merce è arrivata prima della chiusura dell'esercizio e la fattura arriva il 5 gennaio, quindi entro il 16 gennaio, bisogna registrare al 31/12:

Fatture da emettere
Si usano quando si spedisce la merce prima del 31/12, ma la fattura viene emessa dopo.
Nelle fatture da emettere, a differenza di quelle da ricevere, l'IVA va sempre inserita nella registrazione.
A livello contabile, dunque, la forma della scrittura non è tanto diversa da una classica vendita; ciò che cambia è il conto "crediti v/clienti" che viene denominato "clienti c/fatture da emettere".
In sintesi
Nelle fatture da emettere il conto "crediti verso clienti" diventa "clienti c/fatture da emettere" e si comprende sempre l'IVA.
Nelle fatture da ricevere il conto "debiti verso fornitori" diventa "fatture da ricevere", e l'IVA si comprende solo se la fattura arriva entro il 16 gennaio.
Stralcio di crediti
Lo stralcio di crediti si usa quando un'azienda ha un credito che sa già di non poter riscuotere, perché ad esempio il cliente è fallito.
In questo caso bisogna eliminare il credito dallo stato patrimoniale e registrare un costo.
La registrazione tipo è:

Se invece del credito verso clienti fosse un titolo cambiario a essere inesigibile, si chiuderebbe direttamente il conto "cambiali attive" al posto di "crediti v/clienti". La logica non cambia.
TFR (trattamento di fine rapporto)
Il TFR è l'importo che un dipendente matura durante il rapporto di lavoro e che riceve quando questo termina (licenziamento, dimissioni, pensionamento). Ogni anno l'azienda accantona una quota di TFR, che rappresenta un debito verso i dipendenti (non sono soldi dell'azienda).
Per calcolare la quota annuale di TFR bisogna seguire quattro passaggi.
Quota dell'anno
Totale retribuzioni lorde / 13,5
Dove il 13,5 è un numero fisso stabilito dalla legge italiana per calcolare una mensilità "media" da mettere da parte ogni anno.
Rivalutazione
Debiti per TFR: (saldo dell'anno precedente) × (1,5% + 75% dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo)
La rivalutazione serve a mantenere il potere d'acquisto del fondo TFR nel tempo: senza rivalutazione, l'inflazione ridurrebbe il valore reale di quanto accantonato negli anni precedenti.
Imposta sulla rivalutazione
importo della rivalutazione * 17%
Sul valore dell'aumento, dunque, lo Stato si prende il 17% di tasse.
Rivalsa
Retribuzioni lorde × 0,5%
Ogni mese l'azienda versa all'INPS un contributo dello 0,50% calcolato sulla retribuzione lorda per finanziare il fondo pensioni dei lavoratori e il Fondo di Garanzia INPS.
La registrazione tipo finale è:

Dove:
TFR: è dato dalla quota di competenza dell'anno (punto 1) più la rivalutazione (punto 2) meno la rivalsa del 0.50% (punto 4);
Erario c/debiti per ritenute: rappresenta l'imposta sulla rivalutazione (punto 3);
Fondo TFR: è la differenza tra quanto si deve di TFR e quello che bisogna versare allo Stato; dunque ciò che confluirà nel fondo TFR.
Questa registrazione è utile anche se il dipendente lascia l'azienda prima della fine dell'anno.
Imposte di esercizio
Le imposte di esercizio si registrano al 31/12, sulla base dell'importo effettivamente dovuto per l'anno.
Se non ci sono acconti versati durante l'anno, la registrazione è semplice:
Imposte dell'esercizio: importo dovuto, in Dare (VE-, costo)
Debiti per imposte: importo dovuto, in Avere (VF-, debito verso lo Stato)
Se durante l'anno è stato versato un acconto, bisogna considerare anche quello, perché riduce il debito residuo.
Esempio: l'azienda Alfa, alla fine dell'anno, ha imposte di competenza pari a 12.421 euro. Durante l'anno era stato versato un acconto di 8.400 euro.
La scrittura sarà:

L'acconto, infatti, sta a rappresentare un credito nei confronti dell'Erario che andiamo a chiudere nel momento della rilevazione delle imposte d'esercizio.
In questo modo il debito residuo verso l'Erario risulta correttamente pari a 12.421 − 8.400 = 4.021 euro.
Se, al contrario, l'acconto versato fosse stato superiore alle imposte effettivamente dovute, l'azienda si sarebbe trovata in una posizione di credito verso l'Erario, da riportare e recuperare negli esercizi successivi.
Errori tipici sulle scritture di completamento
Ci sono alcuni errori che ricorrono spesso quando si studiano le scritture di completamento.
Dimenticare la ritenuta sugli interessi attivi
Molti studenti registrano l'intero importo degli interessi attivi come incasso in banca, dimenticando che una parte va a ritenuta fiscale e va contabilizzata come credito verso l'Erario.
Confondere le regole sull'IVA tra fatture da emettere e da ricevere
Nelle fatture da emettere l'IVA si comprende sempre. Nelle fatture da ricevere, invece, dipende dalla data: se la fattura arriva entro il 16 gennaio si comprende l'IVA, altrimenti no. Questa distinzione viene spesso dimenticata o invertita.
Sbagliare il verso della registrazione nello stralcio crediti
Il credito o il titolo inesigibile va sempre chiuso in Avere (perché sta diminuendo), mentre il costo "perdita su crediti" va in Dare. Attenzione a non invertire i due conti.
Confondere quota dell'anno e rivalutazione nel TFR
Sono due componenti diverse: la quota dell'anno dipende dalle retribuzioni lorde (diviso 13,5), mentre la rivalutazione dipende dal saldo del fondo TFR degli anni precedenti e dall'indice ISTAT. Sommarli o confonderli porta a errori nel calcolo finale.
Non considerare l'acconto già versato nelle imposte
Se l'esercizio menziona un acconto, va sempre inserita la seconda registrazione di chiusura parziale del debito per imposte. Dimenticarla porta a un debito verso l'Erario sovrastimato.
Come usare questa guida per preparare l’esame
Per sfruttare al massimo questa guida in vista dell'esame di ragioneria o economia aziendale, conviene procedere per step.
Fissa lo schema generale
Prima di tutto, memorizza che le scritture di assestamento si dividono in completamento, integrazione, rettifica e ammortamento. Questo ti aiuta a inquadrare subito il tipo di esercizio che stai affrontando.
Impara le cinque categorie di completamento a memoria
Interessi, fatture da emettere/ricevere, stralcio crediti, TFR e imposte sono sempre gli stessi cinque blocchi. Studia ciascuno separatamente prima di provare esercizi misti.
Allena i casi con ritenuta
Interessi attivi, rivalsa TFR e imposte in acconto hanno tutti a che fare con ritenute o crediti/debiti verso l'Erario. Fai attenzione a distinguere sempre l'importo lordo (costo o ricavo) dall'importo netto (effettivamente incassato o pagato).
Memorizza lo schema fisso per il TFR
Per il TFR, ripeti sempre gli stessi quattro passaggi nello stesso ordine: quota dell'anno, rivalutazione, imposta sulla rivalutazione, rivalsa. Una volta automatizzato questo schema, l'esercizio diventa molto meccanico.
Rifai gli esempi di questa guida da zero
Prendi ciascun esempio numerico (interessi, fatture da emettere/ricevere, stralcio crediti, TFR, imposte) e prova a rifarlo senza guardare la soluzione. Confronta solo alla fine per individuare eventuali errori.
Controlla sempre la data delle fatture da ricevere
È uno dei dettagli più richiesti in sede di esame: verifica sempre se la fattura arriva entro o dopo il 16 gennaio, perché cambia il trattamento dell'IVA.
Con questo approccio arriverai all'esame sapendo riconoscere al volo quale delle cinque scritture di completamento ti viene chiesta e quali conti utilizzare in ciascun caso.
Domande frequenti
Domanda: Che cosa sono le scritture di completamento?
Risposta: Sono una categoria di scritture di assestamento, effettuate al 31/12, che servono a completare registrazioni relative a operazioni non ancora concluse dal punto di vista documentale (interessi maturati, fatture mancanti, crediti inesigibili, TFR, imposte).
Domanda: Perché negli interessi attivi si registra anche una ritenuta?
Risposta: Perché sugli interessi attivi bancari si applica per legge una ritenuta fiscale (attualmente il 26%), che l'azienda non incassa ma che rappresenta un credito verso l'Erario fino al momento del conguaglio.
Domanda: Qual è la differenza tra fatture da emettere e fatture da ricevere?
Risposta: Le fatture da emettere si usano quando l'azienda ha spedito merce ma non ha ancora emesso la fattura; le fatture da ricevere si usano quando l'azienda ha ricevuto merce ma non ha ancora ricevuto la fattura del fornitore.
Domanda: Quando si comprende l'IVA nelle fatture da ricevere?
Risposta: Solo se la fattura viene ricevuta entro il 16 gennaio dell'anno successivo. Se arriva dopo, il conto fatture da ricevere comprende solo il costo, senza IVA.
Domanda: Perché si fa la rivalutazione del TFR?
Risposta: Perché il fondo TFR si accumula nel tempo e, senza rivalutazione, l'inflazione ridurrebbe il potere d'acquisto delle quote accantonate negli anni precedenti.
Domanda: Cosa succede se un dipendente si dimette durante l'anno?
Risposta: Si calcola il TFR maturato fino a quel momento, distinguendo la parte già accantonata negli anni precedenti (che si preleva dal fondo) dalla parte maturata nell'anno in corso (che è un costo di esercizio).
Domanda: Perché nelle imposte serve una seconda registrazione se c'è un acconto?
Risposta: Perché l'acconto versato durante l'anno ha già generato un credito verso l'Erario; questa seconda registrazione chiude quel credito e riduce il debito per imposte dell'importo già versato.
Guarda il video
Nel video dedicato alla prima parte sulle scritture di completamento in partita doppia trovi:
Lo schema di divisione delle scritture finali in completamento, integrazione; rettifica e ammortamento;
La spiegazione teorica e pratica degli interessi bancari attivi e passivi;
Le scritture in partita doppia delle fatture da emettere e da ricevere.
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