Scritture di integrazione: guida completa con teoria ed esempi
Aggiornamento: 27 ago
In questo articolo vediamo le scritture di integrazione, la seconda categoria di scritture di assestamento che si effettuano al 31 dicembre.
Le scritture di integrazione, in particolare, si dividono in tre tipologie:
svalutazione crediti;
ratei attivi e passivi;
fondi oneri futuri e fondi rischi;
L'idea di fondo è sempre la stessa: al 31 dicembre bisogna "integrare" alcune poste di bilancio, mettendo da parte risorse per eventi futuri o rilevando costi e ricavi già maturati anche se non ancora documentati o liquidati.
Indice:
Svalutazione crediti
Quando si arriva alla fine dell'anno, l'azienda ha un insieme di crediti verso clienti (o cambiali attive) che potrebbero non essere interamente riscossi. Per questo motivo, in alcuni casi è necessario procedere a una svalutazione dei crediti.
Ci sono due tipi di svalutazione:
Svalutazione specifica: Riguarda un singolo credito o una singola cambiale, di cui si sa già che una parte non verrà incassata (ad esempio perché il cliente è in difficoltà finanziaria o ha avviato un concordato preventivo). Il fondo di destinazione si chiama fondo svalutazione crediti.
Svalutazione generale (o generica): È una svalutazione prudenziale su tutto il portafoglio crediti, basata su stime storiche (ad esempio "mediamente perdiamo il 2% dei nostri crediti ogni anno"). Il fondo di destinazione, in questo caso, si chiama fondo rischi su crediti.
In entrambi i casi la voce di costo è la stessa: svalutazione crediti (costo di esercizio, variazione economica negativa). Cambia solo il fondo di destinazione (variazione finanziaria passiva). A tal proposito utilizzeremo:
fondo svalutazione crediti per la parte specifica,
fondo rischi su crediti per la parte generale.
La scrittura tipo che avremo al 31/12 sarà:

Un dettaglio importante: se il testo dell'esercizio fornisce una percentuale di svalutazione generale (per esempio il 2%), questa va calcolata sui crediti verso clienti al netto delle svalutazioni specifiche già effettuate, per evitare di conteggiare due volte la stessa quota di credito.
Ratei attivi e passivi
Un rateo è una quota di uscita o entrata futura (pagamento posticipato) che misura un costo o un ricavo già maturato ma non ancora liquidato.
Il concetto chiave è questo: quando un costo o un ricavo riguarda un periodo a cavallo tra due esercizi, bisogna distinguere tra rateo e risconto in base al momento del pagamento.
Se il pagamento è posticipato (avviene dopo), si tratta di un rateo.
Se il pagamento è anticipato (è già avvenuto), si tratta di un risconto (che vedremo in un'altra guida).
I ratei sono variazioni finanziarie:
il rateo attivo è una variazione finanziaria attiva (è come un credito);
il rateo passivo è una variazione finanziaria passiva (è come un debito).
Esempio di rateo passivo
Testo: in data 01/02/n+1 si riceve la fattura relativa a spese di vigilanza per 4.500 euro (imponibile), riguardante il periodo dal 01/11/n al 01/02/n+1 (dell'anno successivo). Di questi 3 mesi, 2 (novembre e dicembre) sono di competenza dell'anno che si sta chiudendo, mentre 1 (gennaio) è di competenza dell'anno successivo.
Passo 1 – Calcolare il costo mensile:
4.500 / 3 mesi = 1.500 euro al mese
Passo 2 – Calcolare la quota di competenza dell'anno in corso:
1.500 × 2 mesi = 3.000 euro
Poiché rappresenta un costo per un servizio già ricevuto ma non ancora pagato (pagamento posticipato), l'azienda ha un debito nei confronti del fornitore.
Registrazione in partita doppia al 31/12

In sintesi, quando un costo o ricavo riguarda due esercizi con pagamento posticipato:
se è un ricavo, si registra in Avere, e in contropartita si usa un rateo attivo in Dare;
se è un costo, si registra in Dare, e in contropartita si usa un rateo passivo in Avere.
Fondi oneri futuri e fondi rischi
Fondi oneri futuri e fondi rischi sono molto simili come concetto: si tratta di mettere da parte delle risorse per far fronte a spese o eventi futuri, per rispettare il principio di prudenza.
La registrazione ha sempre la stessa struttura:

In particolar modo:
I fondi oneri futuri servono ad accantonare somme di denaro per eventi futuri e certi
Esempi di fondi oneri futuri sono:
fondo garanzia prodotti;
fondo manutenzioni programmate;
fondo buoni sconto e concorsi a premi.
I fondi rischi servono ad accantonare somme di denaro per eventi futuri e incerti
Esempi di fondi rischi sono:
fondo per imposte;
fondo responsabilità civile.
In entrambi i casi, il testo dell'esercizio specifica sempre a quale voce si riferisce l'accantonamento (responsabilità civile, manutenzioni, garanzia prodotti, ecc.), quindi non serve memorizzare tutte le possibili varianti: basta applicare lo schema standard accantonamento/fondo.
Errori tipici sulle scritture di integrazione
Ci sono alcuni errori che ricorrono spesso quando si studiano le scritture di integrazione.
Confondere svalutazione specifica e generale
Sono due fondi diversi (fondo svalutazione crediti per la specifica, fondo rischi su crediti per la generale), anche se la voce di costo è la stessa. Usare il fondo sbagliato è uno degli errori più comuni.
Calcolare la svalutazione generale sul totale crediti senza togliere la parte già svalutata
La percentuale di svalutazione generale va sempre applicata ai crediti al netto delle svalutazioni specifiche già effettuate nello stesso esercizio, altrimenti si conta due volte la stessa quota.
Confondere rateo e risconto
La regola è semplice ma va applicata con attenzione: se il pagamento è posticipato è un rateo, se è anticipato è un risconto. Sbagliare questa distinzione porta a un'intera registrazione errata.
Sbagliare il verso del rateo (attivo o passivo)
Se stai fornendo un servizio e verrai pagato in futuro, hai un credito (rateo attivo). Se stai ricevendo un servizio e pagherai in futuro, hai un debito (rateo passivo). Invertire i due porta a un errore di segno nella variazione finanziaria.
Dimenticare che i ratei riguardano solo l'imponibile
Nel calcolo dei ratei si considera sempre solo la parte di costo o ricavo (l'imponibile), mai l'IVA, perché il rateo misura una competenza economica tra due esercizi, non un debito/credito IVA.
Confondere fondi oneri futuri e fondi rischi con altri fondi (come il fondo svalutazione)
Anche se la logica di registrazione è simile (accantonamento/fondo), si tratta di fondi concettualmente diversi: i fondi oneri futuri e i fondi rischi servono per eventi futuri generali, non per la svalutazione di specifici crediti.
Come usare questa guida per preparare l’esame
Per sfruttare al massimo questa guida in vista dell'esame di ragioneria o economia aziendale, conviene procedere per step.
Fissa lo schema generale
Ricorda che le scritture di assestamento si dividono in completamento, integrazione, rettifica e ammortamento, e che l'integrazione comprende quattro blocchi: svalutazione crediti, ratei, fondi oneri futuri e fondi rischi.
Impara a distinguere svalutazione specifica e generale
Allenati a riconoscere subito, leggendo il testo dell'esercizio, quali informazioni riguardano un singolo credito (specifica) e quali riguardano l'intero portafoglio (generale), e ricordati sempre di sottrarre la parte specifica prima di calcolare la generale.
Automatizza la linea del tempo per i ratei
Per ogni esercizio sui ratei, disegna sempre una linea del tempo con la data di inizio, la data del 31/12 e la data di fine del contratto o servizio. Questo ti aiuta a calcolare rapidamente i giorni (o mesi) di competenza di ciascun esercizio.
Ricorda la regola rateo vs risconto
Tienila sempre a mente: costo o ricavo tra due esercizi → hai un rateo o un risconto; pagamento posticipato → rateo; pagamento anticipato → risconto. Con questa regola non sbaglierai mai la scelta iniziale.
Memorizza lo schema fisso per fondi oneri futuri e fondi rischi
La struttura è sempre la stessa: accantonamento [voce] in Dare, fondo [voce] in Avere. Una volta automatizzato questo schema, ti basta individuare il nome della voce indicata nel testo.
Rifai gli esempi numerici di questa guida da zero
Prendi ciascun esempio (svalutazione crediti, rateo attivo, rateo passivo, fondi) e prova a rifarlo senza guardare la soluzione. Confronta solo alla fine per individuare eventuali errori nei calcoli o nel verso delle registrazioni.
Con questo approccio arriverai all'esame sapendo riconoscere rapidamente quale delle quattro scritture di integrazione ti viene richiesta e quali conti utilizzare in ciascun caso.
Domande frequenti
Domanda: Che cosa sono le scritture di integrazione?
Risposta: Sono una categoria di scritture di assestamento, effettuate al 31/12, che comprendono svalutazione crediti, ratei attivi e passivi, fondi oneri futuri e fondi rischi.
Domanda: Qual è la differenza tra svalutazione specifica e generale?
Risposta: La svalutazione specifica riguarda un singolo credito di cui si conosce già una parte non incassabile; la svalutazione generale è una stima prudenziale su tutto il portafoglio crediti, basata su dati storici.
Domanda: Come si calcola la svalutazione generale se il testo indica solo una percentuale?
Risposta: Va applicata sui crediti verso clienti, al netto delle svalutazioni specifiche già effettuate nello stesso esercizio.
Domanda: Che cos'è un rateo?
Risposta: È una quota di costo o ricavo già maturata ma non ancora liquidata, relativa a un pagamento posticipato che riguarda due esercizi diversi.
Domanda: Come distinguo un rateo attivo da uno passivo?
Risposta: Se stai erogando un servizio e verrai pagato in futuro, hai un rateo attivo (come un credito). Se stai ricevendo un servizio e pagherai in futuro, hai un rateo passivo (come un debito).
Domanda: I ratei comprendono l'IVA?
Risposta: No, i ratei si calcolano sempre solo sull'imponibile, perché riguardano la competenza economica tra due esercizi, non l'IVA.
Domanda: A cosa servono i fondi oneri futuri e i fondi rischi?
Risposta: Servono a mettere da parte risorse per far fronte a spese o rischi futuri (manutenzioni, garanzie, responsabilità civile, ecc.), nel rispetto del principio di prudenza.
Guarda il video
Nel video dedicato alla prima parte sulle scritture di integrazione in partita doppia trovi:
Lo schema di divisione delle scritture di integrazione;
La spiegazione teorica e pratica della svalutazione crediti con un esempio completo per svalutazione specifica e generica;
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