IVA e costruzioni interne: guida completa con teoria ed esempi
In questo articolo vediamo alcune tra le ultime, ma altrettanto importanti, operazioni di gestione che un'azienda deve registrare durante l'anno: la liquidazione dell'IVA, i fitti passivi (con e senza cauzione), la gestione di stipendi e contributi INPS e, infine, le costruzioni interne.
Le costruzioni interne sono quelle situazioni in cui l'azienda, invece di acquistare un bene già pronto (per esempio un macchinario), lo costruisce internamente, impiegando più esercizi. In questo caso entra in gioco il principio di competenza economica, che richiede alcuni accorgimenti particolari nella registrazione.
Come sempre, l'obiettivo non è imparare a memoria ogni singola scrittura, ma capire la logica che sta dietro a ciascuna operazione: variazione economica, variazione finanziaria, stato patrimoniale e conto economico. Una volta compreso il meccanismo, qualsiasi variante dell'esercizio diventa gestibile.
Indice:
La liquidazione periodica dell'IVA
Durante l'attività, l'azienda accumula sia IVA a debito (sulle vendite) sia IVA a credito (sugli acquisti). Periodicamente, in genere ogni mese o ogni trimestre, secondo quanto previsto dal regime dell'azienda, occorre versare la differenza tra le due.
Il versamento trimestrale, quando previsto, va effettuato entro il 16 del mese successivo al trimestre di riferimento.
Di norma, l'IVA a debito è maggiore dell'IVA a credito, perché l'azienda vende a un prezzo più alto rispetto al prezzo di acquisto. In questo caso l'azienda deve versare solo la differenza tra le due.
Per gestire questa compensazione si utilizza un conto transitorio specifico chiamato IVA c/liquidazione nel quale si fanno transitare i saldi dei conti IVA ns Credito e IVA ns Debito.
A livello contabile si avrà:

Dopo aver chiuso i conti e aver fatto transitare i saldi nel conto Iva c/liquidazione si apriranno due scenari:
Se l'IVA a debito è maggiore dell'IVA a credito: il conto avrà un saldo avere, cioè un importo ancora da versare nei confronti dell'Erario;
Se l'IVA a debito è minore dell'IVA a credito: il conto avrà un saldo dare, cioè un importo che l'azienda vanta come credito nei confronti dell'Erario.
In sintesi, la logica è sempre questa: chiudi l'IVA a debito, chiudi l'IVA a credito, tutto tramite il conto IVA c/liquidazione, poi verifica quale parte è maggiore e versa (o eventualmente riporti a credito) la differenza.
I fitti passivi
Un'altra operazione ricorrente riguarda i fitti passivi, cioè il pagamento di un affitto per un locale o un magazzino utilizzato dall'azienda.
Dal punto di vista contabile, il fitto funziona in modo simile all'acquisto di merce: cambia solo il nome del conto di costo, che diventa fitti passivi invece di merci c/acquisti.
La situazione cambia quando, oltre al canone mensile, l'azienda versa anche una cauzione (spesso pari a più mensilità, IVA esclusa); quest'ultima non è un costo, ma un credito verso il locatore: l'azienda avrà diritto a riaverla al termine del contratto.
A livello contabile avremo:

Successivamente si effettua il pagamento chiudendo il debito verso il fornitore con un'uscita di banca.
Nei mesi successivi, senza cauzione, la registrazione si semplifica: resta solo fitti passivi, IVA a credito e debito verso fornitori, senza la voce "crediti per cauzioni".
Stipendi, contributi INPS e ritenute
La gestione degli stipendi richiede di individuare correttamente alcune voci chiave e di distinguere tre momenti distinti della registrazione.
Le voci da riconoscere sono:
lo stipendio lordo (salari e stipendi);
l'eventuale assegno per il nucleo familiare;
i contributi INPS a carico dell'azienda (oneri sociali);
i contributi INPS a carico del dipendente;
le ritenute fiscali.
Primo momento: il debito verso il dipendente
In questa fase si calcola quanto l'azienda deve complessivamente al dipendente, cioè stipendio più eventuale assegno familiare.

L'assegno familiare, in particolare, genera un credito verso l'INPS perché l'azienda lo anticipa al dipendente per conto dell'ente previdenziale.
Secondo momento: gli oneri a carico dell'azienda
In questa fase si registrano i contributi INPS che l'azienda deve versare per il dipendente (oneri sociali).

Terzo momento: il pagamento al dipendente
Il dipendente non riceve l'intero importo lordo, ma solo la parte al netto dei contributi INPS a suo carico e delle ritenute fiscali.

Attenzione: il conto "istituti previdenziali" cambia natura nei diversi momenti.
nel primo momento rappresenta un credito verso l'INPS (per l'assegno familiare);
nel secondo e nel terzo momento rappresenta invece un debito verso l'INPS (per i contributi a carico dell'azienda e del dipendente).
Successivamente verrà determinata la posizione dell'azienda nei confronti dell'istituto di credito.
Se i crediti verso l'INPS sono maggiori dei debiti, l'azienda "vanterà un credito"
Se i crediti verso l'INPS sono minori dei debiti, l'azienda dovrà liquidare la somma a debito entro il 16 del mese successivo a quello della prestazione del dipendente.
Nota: se il dipendente chiede e ottiene un anticipo, l'azienda registra prima un'uscita (di cassa o di banca) e un credito verso il dipendente. Questo credito verrà poi chiuso nel primo momento, quando si calcola il debito complessivo verso il dipendente: il debito finale sarà più basso proprio per l'importo già anticipato.
Le costruzioni interne
Le costruzioni interne si verificano quando l'azienda, invece di acquistare un bene, lo costruisce internamente, impiegando più esercizi. Il caso tipico è la costruzione di un macchinario su commessa, destinato a essere venduto al termine dei lavori.
Il problema contabile principale riguarda il principio di competenza: i costi sostenuti per costruire il bene in un certo esercizio non hanno ancora generato il relativo ricavo, perché il bene verrà venduto solo in un esercizio successivo. È quindi necessario "rinviare" questi costi agli esercizi futuri.
Per ovviare a tale problema, si è soliti usare due criteri di valutazione. Vediamoli entrambi.
Criterio della commessa completata
Con questo criterio, il ricavo viene riconosciuto soltanto nell'esercizio in cui il bene viene consegnato e venduto. Negli esercizi precedenti si registrano solo le rimanenze di lavori in corso per l'importo dei costi sostenuti fino a quel momento.

Questa scrittura rettifica i costi sostenuti nell'esercizio, "spostandoli" idealmente all'esercizio in cui avverrà la vendita, così da rispettare il principio di competenza.
Nell'esercizio successivo, all'apertura, si effettua la scrittura di segno opposto (variazione economica negativa) per riportare in vita il valore delle rimanenze, che si aggiunge ai nuovi costi sostenuti in quell'esercizio.
Alla consegna e vendita del bene, nell'esercizio finale, si registra il ricavo complessivo:

Criterio della percentuale di completamento
Con questo criterio, invece, il ricavo viene riconosciuto gradualmente in ciascun esercizio, in proporzione allo stato di avanzamento dei lavori (per esempio 40% dopo il primo anno, 75% dopo il secondo, 100% al termine).
In questo caso, a fine di ciascun esercizio (tranne quello della consegna) si registra una quota di ricavo corrispondente alla percentuale di completamento raggiunta, anziché limitarsi a rinviare i costi.
Nell'esercizio di consegna finale, si registra la vendita effettiva e si "recuperano" le rimanenze registrate negli esercizi precedenti, così da riconoscere il ricavo totale in modo coerente con l'avanzamento dei lavori.
Ai fini contabili la scrittura non cambia; ciò che cambia sono gli importi da attribuire ai conti.
La differenza principale tra i due criteri è quindi questa: con la commessa completata il ricavo emerge tutto insieme alla consegna, mentre con la percentuale di completamento il ricavo viene "spalmato" nei vari esercizi in base allo stato di avanzamento dei lavori.
Errori tipici su IVA e costruzioni interne
Dimenticare il conto IVA c/liquidazione
Alcuni studenti provano a compensare direttamente IVA a debito e IVA a credito senza passare per il conto IVA c/liquidazione. È fondamentale chiudere entrambi i conti tramite questo conto ponte, per poi individuare correttamente l'importo da versare.
Confondere la cauzione con un costo
La cauzione versata insieme al fitto non è un costo di esercizio, ma un credito verso il locatore (crediti per cauzioni). Trattarla come un costo altera sia il conto economico che lo stato patrimoniale.
Non distinguere i tre momenti nella gestione degli stipendi
È un errore molto comune mescolare debito verso il dipendente, oneri a carico dell'azienda e pagamento netto in un'unica registrazione confusa. Vanno sempre tenuti separati i tre momenti: calcolo del debito, oneri INPS a carico dell'azienda, pagamento netto.
Sbagliare il segno del conto "istituti previdenziali"
Questo conto rappresenta un credito verso l'INPS quando riguarda l'assegno familiare, ma un debito verso l'INPS quando riguarda i contributi a carico dell'azienda o del dipendente. Confondere questi due ruoli porta a errori di segno frequenti.
Non applicare il principio di competenza nelle costruzioni interne
Se non si registrano le rimanenze finali di lavori in corso, si finisce per attribuire tutto il costo all'esercizio in cui è stato sostenuto, anche se il relativo ricavo si manifesterà solo in un esercizio successivo. Questo viola il principio di competenza economica.
Confondere commessa completata e percentuale di completamento
Con la commessa completata il ricavo si registra tutto alla fine; con la percentuale di completamento il ricavo si riconosce gradualmente, esercizio per esercizio, in base allo stato di avanzamento dei lavori.
Come usare questa guida per preparare l’esame
Per sfruttare al meglio questa guida in ottica esame, conviene procedere per gradi.
Parti dalla liquidazione dell'IVA
È un'operazione molto ricorrente e relativamente semplice. Assicurati di saper sempre chiudere IVA a debito e IVA a credito tramite il conto IVA c/liquidazione, e di individuare correttamente l'importo da versare.
Allenati sui fitti passivi, con e senza cauzione
Fai un esercizio con cauzione e uno senza, per fissare bene la differenza: la cauzione è sempre un credito verso il locatore, mai un costo.
Memorizza i tre momenti degli stipendi
Ripeti più volte lo schema fisso: primo momento (debito verso il dipendente), secondo momento (oneri INPS a carico dell'azienda), terzo momento (pagamento netto). Presta particolare attenzione al doppio ruolo del conto "istituti previdenziali".
Studia le costruzioni interne collegandole al principio di competenza
Prima di affrontare gli esercizi numerici, assicurati di aver chiaro perché si usano le rimanenze finali di lavori in corso: è sempre una questione di competenza economica, cioè di rinviare costi (o riconoscere ricavi) nell'esercizio corretto.
Distingui bene i due criteri delle costruzioni interne
Prova a risolvere lo stesso esercizio prima con il criterio della commessa completata e poi con quello della percentuale di completamento, per notare concretamente come cambia la distribuzione del ricavo tra gli esercizi.
Ripeti gli esercizi cambiando i nomi dei conti
Come hai visto, alcuni esercizi usano nomi diversi per gli stessi concetti (per esempio "istituti previdenziali" o "INPS c/competenze"). Abituati a riconoscere la sostanza dell'operazione al di là del nome specifico del conto, così non ti troverai in difficoltà se il tuo professore usa una terminologia leggermente diversa.
Domande frequenti
Domanda: Perché serve il conto IVA c/liquidazione?
Risposta: Perché permette di chiudere contemporaneamente l'IVA a debito e l'IVA a credito accumulate nel periodo, individuando così l'importo netto da versare o da riportare a credito.
Domanda: Cosa succede se, nel periodo, l'IVA a credito è maggiore dell'IVA a debito?
Risposta: In questo caso l'azienda non deve versare nulla; l'eccedenza di IVA a credito viene riportata al periodo successivo (o eventualmente richiesta a rimborso, secondo le regole fiscali).
Domanda: Perché la cauzione sul fitto non è un costo?
Risposta: Perché rappresenta una somma che l'azienda ha diritto a riavere al termine del contratto di locazione; per questo motivo si registra come credito verso il locatore, non come costo di esercizio.
Domanda: Quali sono i tre momenti nella registrazione degli stipendi?
Risposta: Il calcolo del debito verso il dipendente (stipendio più assegno familiare), la registrazione degli oneri sociali a carico dell'azienda, e infine il pagamento netto al dipendente al netto di contributi e ritenute.
Domanda: Che cosa sono le costruzioni interne?
Risposta: Sono i casi in cui l'azienda costruisce internamente un bene, tipicamente un macchinario, invece di acquistarlo, impiegando più esercizi prima della consegna o della vendita.
Domanda: Qual è la differenza tra criterio della commessa completata e criterio della percentuale di completamento?
Risposta: Con la commessa completata il ricavo si riconosce tutto nell'esercizio di consegna; con la percentuale di completamento il ricavo viene riconosciuto gradualmente, in proporzione allo stato di avanzamento dei lavori in ciascun esercizio.
Guarda il video
Nel video dedicato alla prima parte sulle altre operazioni in partita doppia trovi:
La chiusura dei conti IVA ns Credito e IVA ns Debito;
L'uso del conto Iva c/liquidazione;
La liquidazione dell'IVA nel caso la posizione dell'azienda fosse a debito.
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