Operazioni con le banche: guida completa con teoria ed esempi
In questo articolo vediamo le principali operazioni con le banche, cioè tutte quelle registrazioni contabili che nascono dal rapporto tra un'azienda e la propria banca. Oltre ai rapporti con clienti, fornitori e Stato, un'impresa ha infatti tantissime relazioni con la banca: conti correnti, mutui, sconto di cambiali, anticipi su fatture e factoring.
L'idea centrale è questa: la banca non è solo il posto dove l'azienda tiene i soldi, ma un vero e proprio partner finanziario. Se l'azienda ha un credito che scade tra qualche mese e ha bisogno di liquidità subito, può andare in banca e farselo anticipare, pagando qualcosa in più per avere i soldi immediatamente.
In questa guida vediamo, con schema partita doppia, tutte le operazioni tipiche: interessi attivi e passivi, sconto di cambiali, assegni bancari e circolari, factoring (pro solvendo e pro soluto), anticipo su fatture e mutuo passivo..
Indice:
Perché l'azienda ha bisogno della banca
Un'azienda, oltre ad avere rapporti con clienti, fornitori e Stato, ha rapporti continui con le banche. Da questo rapporto possono nascere diverse operazioni: mutui, sconti di cambiali, anticipi su fatture, factoring e semplici interessi sul conto corrente.
Il motivo di fondo è quasi sempre lo stesso: l'azienda ha bisogno di liquidità immediata, anche quando ha crediti che riscuoterà solo in futuro. Se un'azienda ha un credito di 1.000 euro che scadrà tra tre mesi, può andare in banca e "vendere" quel credito, ottenendo oggi un importo inferiore (per esempio 900 euro), mentre la banca incasserà i 1.000 euro alla scadenza.
Questo meccanismo, con varianti diverse, è alla base di tutte le operazioni che vediamo in questa guida.
Interessi passivi e attivi sul conto corrente
L'operazione più semplice tra azienda e banca è la maturazione di interessi passivi sul conto corrente, i quali rappresentano un costo di esercizio, quindi si comportano come tutti gli altri costi: quando aumentano, si registrano in dare.
La banca, per contro, preleva immediatamente l'importo dal conto corrente, quindi si genera anche un'uscita di banca.
Nel bilancio, questa operazione produce una diminuzione delle disponibilità liquide in banca, mentre il costo va nella parte del conto economico dedicata a interessi e altri oneri finanziari.
Oltre agli interessi passivi, l'azienda può maturare anche interessi attivi sul conto corrente. In questo caso però c'è una particolarità: sugli interessi attivi si applica una ritenuta fiscale, oggi pari al 26%.
L'importo che entra effettivamente in banca è quindi solo la differenza tra gli interessi maturati e la ritenuta trattenuta.
In sintesi: gli interessi passivi generano un costo e un'uscita di banca; gli interessi attivi generano un ricavo, ma non lo incassi tutto perché una parte viene trattenuta come ritenuta fiscale.
Lo sconto delle cambiali
Un'altra operazione molto comune è lo sconto delle cambiali. Quando un cliente emette una cambiale a nostro favore, quella cambiale rappresenta un diritto a riscuotere una certa somma a una data futura, ma non è denaro immediatamente disponibile.
Se l'azienda ha bisogno di liquidità prima della scadenza, può portare le cambiali in banca e farsele scontare: la banca anticipa un importo inferiore al valore nominale, trattenendo interessi (sconto) e commissioni di incasso.
La procedura standard è sempre questa:
Trasformare le cambiali attive in cambiali allo sconto
Nel momento in cui l'azienda presenta le cambiali alla banca, queste smettono di essere "cambiali attive" e diventano "cambiali allo sconto" (stesso importo, voce diversa nel bilancio).
A livello contabile si ha:

Costruire la tabella per calcolare lo sconto
Per ogni cambiale si calcolano i giorni (dalla data di ammissione alla scadenza, compresi entrambi gli estremi, più i giorni banca) e i numeri (importo moltiplicato per i giorni).
Presentando allo sconto più cambiali, per comodità, ci conviene costruire una tabella dalla quale calcoleremo la somma dei numeri, sulla quale verrà calcolato lo sconto.

Registrare l'incasso e la chiusura
Una volta ottenuta la somma dei numeri, ci tocca calcolare lo sconto. Avendo un tasso di sconto, ci basterà applicare la seguente formula:
Totale sconto: (Totale numeri * tasso di sconto)/ 36.500
dove 36.500 sta a rappresentare il numero totale dei giorni di un anno solare per 100.
Oltre lo sconto, solitamente la banca applica delle commissioni d'incasso di qualche euro.
A livello contabile avremo:

Nota sulle scadenze: se una cambiale è indicata come "n mesi data", la scadenza si calcola n mesi dalla data di emissione. Se invece è "n mesi vista", si calcola n mesi dalla data di accettazione (rilevante nelle cambiali tratta, dove ci sono tre soggetti: chi emette, chi accetta di pagare, e chi riscuote).
Assegno bancario e assegno circolare
Un'altra distinzione importante riguarda gli assegni.
Assegno bancario: ci sono due soggetti, chi emette e chi riscuote. Chi paga firma direttamente l'assegno e lo consegna al beneficiario. Il rischio è che, al momento dell'incasso, sul conto corrente dell'emittente non ci siano fondi sufficienti.
A livello contabile si ha:

Assegno circolare: ci sono tre soggetti. Chi deve pagare va in banca e chiede di emettere un assegno circolare a favore del beneficiario. La banca controlla che sul conto ci siano i fondi, li preleva e poi emette l'assegno. È quindi più sicuro, perché è la banca stessa a garantire la disponibilità della somma.
La scrittura contabile, dunque, consta di due momenti:
l'emissione dell'assegno da parte della banca nel caso in cui vi fossero fondi sufficienti su conto corrente;
il pagamento del debito con la consegna del assegno al creditore.

Il factoring: differenza tra pro solvendo e pro soluto
Il factoring non è un'operazione strettamente bancaria, ma una società di factoring anticipa crediti in modo simile a una banca, quindi vale la pena conoscerlo.
La differenza fondamentale riguarda chi si assume il rischio se il credito non viene riscosso:
Pro solvendo: la società di factoring può esercitare il diritto di rivalsa verso l'impresa cedente, se il credito non viene pagato dal debitore. Il debito verso la società di factoring resta aperto fino all'incasso effettivo del credito.
A livello contabile avremo:

Pro soluto: la società di factoring si accolla completamente il rischio di mancato pagamento. Il credito verso il cliente viene chiuso subito e sostituito da un credito verso la società di factoring.
A livello contabile avremo:

Anticipo su fatture
Un'altra operazione simile allo sconto cambiario è l'anticipo su fatture: l'azienda ha emesso una fattura verso un cliente e chiede alla banca di anticiparne l'importo, prima della scadenza naturale.
Alla scadenza, quando il cliente paga la fattura, si chiude il debito verso la banca
Il meccanismo è simile al factoring: la banca anticipa una parte dell'importo, trattiene commissioni e interessi, e il debito verso la banca si chiude quando il credito viene effettivamente riscosso.
Il mutuo passivo
L'ultima operazione tipica è il mutuo passivo, cioè un finanziamento a medio-lungo termine che l'azienda riceve dalla banca.
Attenzione alle date: la richiesta del mutuo, la concessione e l'accredito effettivo sul conto corrente possono avvenire in momenti diversi. L'importante, per la registrazione contabile, è la data in cui il mutuo viene effettivamente accreditato.

Pagamento della rata
Le rate del mutuo si pagano solitamente in modo posticipato. Ogni rata contiene una quota capitale (che riduce il debito verso la banca) e una quota interessi (che è un costo di esercizio). È fondamentale dividere correttamente questi due importi.

Errori tipici sulle operazioni con le banche
Ci sono alcuni errori che si ripetono spesso in questo argomento.
Confondere interessi attivi e passivi nella ritenuta
Solo gli interessi attivi subiscono la ritenuta del 26%. Gli interessi passivi sono semplicemente un costo con relativa uscita di banca, senza alcuna ritenuta da calcolare.
Dimenticare di trasformare le cambiali attive in cambiali allo sconto
Prima di calcolare lo sconto bancario, bisogna sempre "spostare" l'importo dalla voce cambiali attive alla voce cambiali allo sconto. Saltare questo passaggio porta a registrazioni incomplete.
Sbagliare il conteggio dei giorni nello sconto cambiario
I giorni si contano dalla data di ammissione alla scadenza, includendo sia il giorno di ammissione che quello di scadenza, più i giorni banca. È un errore molto comune escludere uno dei due estremi.
Confondere assegno bancario e assegno circolare
L'assegno bancario prevede un solo passaggio in banca; l'assegno circolare prevede sempre due passaggi (prelievo e apertura della voce "assegni", poi chiusura degli assegni quando vengono consegnati).
Confondere pro solvendo e pro soluto nel factoring
Nel pro solvendo il rischio resta all'azienda cedente (il debito verso la società di factoring si chiude solo alla riscossione effettiva). Nel pro soluto il rischio passa alla società di factoring, quindi il credito verso il cliente si chiude immediatamente.
Non separare quota capitale e quota interessi nella rata del mutuo
Nella rata del mutuo, solo la quota interessi è un costo di esercizio. La quota capitale riduce il debito verso la banca (mutuo passivo) e non va contabilizzata come costo.
Come usare questa guida per preparare l’esame
Per usare bene questa guida in ottica esame, conviene procedere per gradi, partendo dalle operazioni più semplici.
Parti dagli interessi attivi e passivi
Sono le operazioni più semplici e ricorrenti. Assicurati di sapere sempre che gli interessi passivi generano un costo e un'uscita di banca, mentre gli interessi attivi generano un ricavo al netto della ritenuta del 26%.
Passa allo sconto delle cambiali
Memorizza la sequenza fissa: trasformazione delle cambiali attive in cambiali allo sconto, costruzione della tabella (importi, scadenze, giorni, numeri), calcolo dello sconto e delle commissioni, registrazione finale dell'incasso netto.
Fissa bene la differenza tra assegno bancario e circolare
Ricorda che l'assegno circolare richiede sempre due passaggi in partita doppia (prelievo con apertura della voce assegni, poi chiusura degli assegni alla consegna), mentre l'assegno bancario prevede un solo passaggio.
Allenati sul factoring con entrambe le varianti
Fai un esercizio pro solvendo e uno pro soluto, evidenziando la differenza chiave: nel pro solvendo il credito verso il cliente resta aperto fino all'incasso effettivo, nel pro soluto viene chiuso subito e sostituito da un credito verso la società di factoring.
Chiudi con l'anticipo su fatture e il mutuo passivo
Per l'anticipo su fatture, ricorda che funziona in modo simile allo sconto cambiario. Per il mutuo, presta sempre attenzione a separare quota capitale e quota interessi in ogni rata.
Rifai gli esercizi cronometrando i tempi
Poiché in questi esercizi ci sono spesso più registrazioni consecutive (accredito, poi interessi, poi eventuale chiusura), è utile allenarsi a scrivere tutte le registrazioni in fila, senza fermarsi troppo su ciascuna, per abituarti al ritmo dell'esame.
Domande frequenti
Domanda: Perché sugli interessi attivi si paga una ritenuta e su quelli passivi no?
Risposta: Perché gli interessi attivi sono un ricavo per l'azienda e come tale sono soggetti a tassazione tramite ritenuta (oggi il 26%); gli interessi passivi sono invece un costo, quindi non generano alcuna ritenuta.
Domanda: Che cos'è lo sconto di una cambiale?
Risposta: È l'operazione con cui la banca anticipa il valore di una cambiale prima della sua scadenza naturale, trattenendo un importo (sconto) proporzionale al tempo restante e al tasso applicato, più eventuali commissioni d'incasso.
Domanda: Qual è la differenza tra assegno bancario e assegno circolare?
Risposta: Nell'assegno bancario chi paga firma direttamente l'assegno, con il rischio che sul conto non ci siano fondi sufficienti; nell'assegno circolare è la banca stessa a garantire la disponibilità della somma, prelevandola prima di emettere l'assegno.
Domanda: Cosa cambia tra pro solvendo e pro soluto nel factoring?
Risposta: Nel pro solvendo, se il credito non viene riscosso la società di factoring può richiedere il rimborso all'azienda cedente; nel pro soluto il rischio di mancato pagamento resta a carico della società di factoring.
Domanda: Come si registra l'accredito di un mutuo se ci sono spese di istruttoria?
Risposta: Si registra l'entrata netta in banca (importo del mutuo meno spese di istruttoria), le spese di istruttoria come costo di esercizio e il debito verso la banca per l'intero importo del mutuo.
Domanda: Perché nella rata del mutuo bisogna dividere quota capitale e quota interessi?
Risposta: Perché solo gli interessi sono un costo dell'esercizio corrente; la quota capitale rappresenta invece la restituzione del debito e va a riduzione della voce mutuo passivo nello stato patrimoniale
Guarda il video
Nel video dedicato alla prima parte sulle operazioni con le banche in partita doppia trovi:
La differenza tra interessi passivi e attivi;
La struttura base della scrittura degli interessi attivi e passivi spiegata passo passo;
La collocazione degli interessi negli schemi di bilancio.
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