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Stato Patrimoniale e Conto Economico: guida completa con teoria ed esempi

  • Immagine del redattore: Antonio Lo Surdo
    Antonio Lo Surdo
  • 26 giu
  • Tempo di lettura: 15 min

Aggiornamento: 27 giu

In questo articolo vediamo due degli schemi più importanti di tutta l'economia aziendale: il conto economico e lo stato patrimoniale. Sono i due prospetti che troverai praticamente in ogni esercizio d'esame e che fanno da filo conduttore per tutto il resto del corso: la partita doppia, i conti, le scritture di assestamento, il prospetto dei flussi.


L'idea è di vederli voce per voce, capendo il perché di ogni voce. In questo modo, quando più avanti affronterai operazioni più complesse, saprai già dove collocare ogni elemento e non dovrai imparare nulla a memoria.


Nota importante: all'inizio ricordare tutto può sembrare difficile. È normale. Rileggere questa guida una seconda volta renderà tutto molto più semplice, e ti renderai conto che i concetti si collegano tra loro in modo molto logico.


Indice:

  1. Che differenza c'è tra conto economico e stato patrimoniale


Prima di entrare nel dettaglio delle voci, è utile avere chiara la differenza tra i due prospetti.


Il conto economico mostra la situazione economica dell'azienda: elenca tutti i ricavi e tutti i costi di un certo periodo (solitamente un anno, dal 1° gennaio al 31 dicembre) e ci dice se alla fine l'azienda ha realizzato un utile o una perdita.  È come un video dell'azienda dal 1° gennaio al 31 dicembre.


Lo stato patrimoniale, invece, mostra la situazione patrimoniale dell'azienda in un certo momento: quanti macchinari ha, quanti soldi ha in banca, quanti debiti ha, quanto capitale ha. È come una fotografia dell'azienda in una data precisa.


Un'altra differenza importante riguarda la forma:


  • il conto economico è in forma scalare (ricavi meno costi, in sequenza);

  • lo stato patrimoniale è in forma a sezioni contrapposte: a sinistra gli impieghi (attivo), a destra le fonti (passivo e patrimonio netto).

  1. Il principio di competenza economica - approfondimento


Prima di vedere le voci del conto economico, è fondamentale richiamare in maniera più approfondita il principio di competenza, perché senza di esso molte voci non hanno senso.


Il principio di competenza dice che nel conto economico si inseriscono i ricavi e i costi di competenza dell'anno, cioè quelli che si riferiscono a quell'esercizio, indipendentemente da quando avviene il pagamento.


  • Esempio 1: se a ottobre stipuli un'assicurazione annuale del valore di 2.000 euro che copre novembre, dicembre, gennaio e febbraio, il costo di quell'anno è solo quello relativo a novembre e dicembre (cioè 1.000 euro su 4 mesi). Gli altri 1.000 euro appartengono all'anno successivo.


  • Esempio 2: se acquisti tre scatole di merce a 300 euro l'una (costo totale 900 euro), ma ne vendi solo due, il costo di quell'anno non è 900 euro. Uno dei tre prodotti è ancora in magazzino e non ha generato il suo ricavo. Quindi il costo di competenza è solo 600 euro (i due prodotti venduti). I 300 euro rimanenti verranno "usati" come costo nell'anno in cui quel prodotto sarà venduto.


Regola da ricordare: un costo è di competenza dell'anno solo se ha avuto il relativo ricavo in quell'anno.

  1. Il Conto Economico


Il conto economico ha una struttura scalare: si parte dai ricavi (+A), si sottraggono i costi (-B), si aggiungono o sottraggono i componenti finanziari (+/- C e D) e si arriva all'utile o perdita d'esercizio. Vediamolo passo dopo passo.



A) Il valore della produzione (i ricavi)


Tutti i ricavi vengono raccolti sotto la voce "valore della produzione". Le principali voci sono:


  • Ricavi dalle vendite e dalle prestazioni

    Sono i ricavi più semplici e diretti, derivanti dal valore di tutti i beni venduti e i servizi erogati nel periodo. Se vendi un prodotto a 50 euro, 50 euro è il tuo ricavo (senza IVA, in quanto quest'ultima rappresenta un debito nei confronti dello Stato e non un ricavo).


  • Variazione delle rimanenze di prodotti finiti

    Tiene conto del fatto che non tutti i prodotti acquistati o prodotti sono stati venduti nell'anno. Come abbiamo visto con il principio di competenza economica, se parte della merce è rimasta in magazzino, bisogna "correggere" i costi.


    Questa voce ne è la correzione; in particolar modo:


    • se il magazzino aumenta (hai prodotto ma non venduto), la variazione è positiva e abbassa i costi;

    • se il magazzino diminuisce (hai venduto anche prodotti dell'anno precedente), la variazione è negativa e aumenta i costi.


  • Altri ricavi e proventi

    Sono tutti gli altri ricavi che non provengono direttamente dalle vendite.

    Esempio: hai un magazzino e lo affitti a un'altra azienda. Il canone che ricevi va qui.



Valore della produzione - sez. A


B) I costi della produzione


I costi della produzione raccolgono tutti i costi legati al core business dell'azienda, cioè all'attività principale. Le principali voci sono:


  • Costi per materie prime

    Sono i costi di acquisto delle materie prime o delle merci che poi vengono trasformate o rivendute. Ad esempio se siamo un azienda che produce sedie, i costi per il legno, le viti e gli altri elementi che servono per costruire le sedie rientrano in questa voce.


  • Costi per servizi

    Sono i costi legati a tutti i servizi acquistati dall'esterno: trasporti, consulenze, pulizie, manutenzioni, ecc.


  • Godimento di beni di terzi

    Quando l'azienda prende in affitto un bene (un macchinario, un magazzino, un ufficio), il canone pagato rientra qui.


  • Salari e stipendi

    Comprende tutti i costi legati ai dipendenti: stipendi, contributi previdenziali, TFR (trattamento di fine rapporto) di competenza dell'anno.


  • Ammortamenti e svalutazioni

    Quando acquisti un macchinario del valore di 10.000 euro con vita utile di 10 anni, quel macchinario ogni anno perde 1.000 euro di valore. Quella perdita di valore è un costo che chiamiamo ammortamento. Ogni anno l'ammortamento compare nel conto economico tra i costi della produzione.


    La svalutazione è la perdita di valore di un bene che avviene in modo improvviso o straordinario, non graduale.

    Esempio: hai un macchinario che vale 10.000 euro, ma si scopre che è difettoso e ora vale solo 6.000 euro. Quella perdita di 4.000 euro è una svalutazione, ed è un costo che compare nel conto economico.


    La differenza tra ammortamento e svalutazione è semplice:


    • l'ammortamento è una perdita di valore prevista e graduale (ogni anno il bene vale un po' meno perché si consuma);

    • la svalutazione è una perdita di valore improvvisa e non programmata.



  • Variazione delle rimanenze di materie prime

    Funziona come la variazione delle rimanenze di prodotti finiti, ma riguarda le materie prime in magazzino. Se a fine anno rimangono delle materie prime non ancora utilizzate, il relativo costo non è di competenza di quell'anno e dunque va "levato".


  • Accantonamenti per rischi e oneri

Ogni anno l'azienda può mettere da parte una somma per far fronte a rischi o oneri futuri (per esempio rischi legali, alluvioni, rischio sisma ecc.). Quella somma è un costo dell'anno e va nel conto economico.


  • Oneri diversi di gestione

    Sono tutti gli altri costi legati all'attività che non rientrano nelle categorie precedenti.


Costi della produzione - sez. B


C) Proventi e oneri finanziari


Questa sezione raccoglie i ricavi e i costi che provengono da attività finanziarie, cioè non dal core business (l'attività principale dell'azienda), ma dalla gestione del denaro:


  • interessi passivi (costo): ad esempio paghi interessi su un mutuo passivo o su un finanziamento, cioè soldi ricevuti da altri (banche o aziende);


  • interessi attivi (ricavo): ad esempio hai prestato soldi ad un'altra azienda e ricevi interessi.


  • utili/perdite su cambi: sono i guadagni o le perdite che si generano quando un'azienda fa operazioni in valuta straniera e il tasso di cambio si muove nel frattempo.


    Esempio: Un'azienda italiana vende merce a un cliente americano per 10.000 dollari, quando il cambio è 1 dollaro = 1 euro. Quindi si aspetta di incassare 10.000 euro.

    Quando arriva il pagamento, però, il cambio è cambiato: 1 dollaro = 0,90 euro. Quindi incassa solo 9.000 euro invece di 10.000 euro. Quei 1.000 euro in meno sono una perdita su cambi. Se invece fosse stato 1 dollaro = 1.10 euro si sarebbe registrato un utile su cambi di 1000 euro.




Proventi e oneri finanziari - sez. C


D) Rettifiche di valore di attività finanziarie


Contiene le rivalutazioni o svalutazioni di partecipazioni e titoli finanziari che l'azienda detiene.


  • Rivalutazione: la tua azienda ha acquistato un pacchetto di azioni di un'altra società per 10.000 euro. A fine anno quelle azioni valgono 13.000 euro. Quella differenza positiva di 3.000 euro è una rivalutazione ed è un provento (un ricavo) che compare in questa sezione.


  • Svalutazione: la tua azienda possiede una partecipazione in un'altra società del valore di 20.000 euro. A fine anno, quell'altra società ha avuto un anno molto negativo e la partecipazione vale ora solo 15.000 euro. Quella differenza negativa di 5.000 euro è una svalutazione ed è un costo che compare in questa sezione.


Rettifiche di valore di attività e passività finanziarie - sez. D

In entrambi i casi non si tratta di vendite effettive: il bene è ancora in mano all'azienda, ma il suo valore di mercato è cambiato e il bilancio deve rifletterlo.



Ricapitolando:


  • Una volta calcolata la differenza tra valore della produzione e costi della produzione

    (A-B), si ottiene il risultato operativo (RO).


  • A questo si aggiungono o sottraggono i proventi/oneri finanziari (+/-C) e le rettifiche finanziarie (+/-D). Il risultato che si ottiene è il risultato prima delle imposte.


  • Sottraendo le imposte di competenza, si arriva al risultato d'esercizio il quale potrà essere:

    • un utile, se i ricavi sono maggiori dei costi

    • una perdita, se i ricavi sono minori dei costi



Esempio numerico sintetico:


Valore della produzione (A): 10.000 €


Costi della produzione (B): 7.000 €

Differenza A – B (Reddito Operativo): 3.000 €


Oneri finanziari netti (proventi - oneri) (C): – 1.000 €


Rettifiche di attività e passività finanziarie (D): 0 €

Risultato prima delle imposte (A -B +/-C +/-D): 2.000 €


Imposte (30%): - 600 €

Utile d'esercizio: 1.400 €

  1. Lo Stato Patrimoniale


Lo stato patrimoniale è diviso in due sezioni:


  • a destra (o in basso nei formati verticali): il passivo e il patrimonio netto, che mostrano da dove provengono le fonti di finanziamento e gli altri fondi.


  • a sinistra (o in alto nei formati verticali): l'attivo, che mostra come sono stati impiegati i fondi;


Una regola fondamentale: il totale dell'attivo deve essere sempre uguale al totale del passivo più patrimonio netto. Se i due valori non coincidono, c'è un errore.




a. Il passivo e il patrimonio netto (le fonti)


Questa sezione risponde alla domanda: da dove provengono i fondi dell'azienda?


  • Patrimonio netto


    Sono i fondi apportati dai soci o accumulati nel tempo dall'azienda stessa. Si compone di:


    • Capitale sociale: la somma versata dai soci in fase di costituzione;

    • Riserve: gli utili degli anni precedenti che non sono stati distribuiti ai soci, ma tenuti all'interno dell'azienda (per esempio la riserva legale, obbligatoria per legge);

    • Utile/perdita portato a nuovo: il risultato dell'esercizio precedente che non è ancora stato distribuito.

    • Utile/perdita d'esercizio: l'utile o la perdita realizzati nell'anno corrente e determinato attraverso il conto economico.


  • Fondi per rischi e oneri


    Raccolgono gli accantonamenti che l'azienda ha fatto negli anni per far fronte a rischi futuri. Esempio: un fondo rischi legali alimentato ogni anno con l'accantonamento che abbiamo visto nel conto economico.


  • Trattamento di fine rapporto (TFR)


    È il "salvadanaio" del TFR dei dipendenti. Ogni anno l'azienda mette da parte una quota per ogni dipendente, e quando il dipendente lascia l'azienda quella somma viene versata. Il TFR accumulato figura nel passivo fino al momento in cui viene liquidato.


  • Debiti


    Sono tutti i debiti verso terzi:


    • debiti verso fornitori;

    • debiti verso banche (mutui, aperture di credito, conti correnti passivi);

    • debiti verso dipendenti e istituti previdenziali;

    • altri debiti.


In molti schemi i debiti si distinguono tra debiti a breve termine (entro un anno) e debiti a medio-lungo termine (oltre un anno). Per esempio, un debito verso un fornitore da pagare entro 30 giorni è a breve; un mutuo decennale è a medio-lungo.


  • Ratei e risconti passivi


    Per il momento, considerali come debiti a breve termine. Il loro significato preciso verrà approfondito più avanti.



Passivo e Patrimonio Netto

b. L'attivo (gli impieghi)


Questa sezione risponde alla domanda: come sono stati utilizzati quei fondi?


  • Crediti verso soci


    Se un socio non ha ancora versato la sua quota di capitale, quel credito compare qui.


  • Immobilizzazioni


    Sono tutti i beni e i diritti che l'azienda detiene per più di un anno. Si dividono in tre categorie:


    • Immobilizzazioni immateriali: beni non fisici con vita pluriennale, come software, brevetti, marchi, costi di impianto (i costi sostenuti per costituire l'azienda) e avviamento (il maggior valore pagato per acquistare un'azienda già avviata rispetto al valore contabile dei suoi beni).


    • Immobilizzazioni materiali: beni fisici con vita pluriennale, come macchinari, impianti, attrezzature, veicoli (automezzi), mobili (arredamento), fabbricati.


    • Immobilizzazioni finanziarie: investimenti finanziari destinati a rimanere nell'azienda per più di un anno, come partecipazioni in altre società o crediti a lungo termine (esempio: un mutuo attivo, cioè un prestito fatto a un'altra azienda con scadenza pluriennale).


Tutte le immobilizzazioni materiali e quelle immateriali vengono iscritte al valore netto, cioè al costo storico meno il fondo ammortamento accumulato fino a oggi.


Valore netto = costo storico – fondo ammortamento


Esempio: un macchinario acquistato a 10.000 euro, con vita utile di 10 anni, al quarto anno ha un fondo ammortamento di 4.000 euro (4 × 1.000). Il suo valore netto in bilancio è 6.000 euro.


  • Attivo circolante


    Raccoglie tutti gli elementi con vita inferiore all'anno:


    • Rimanenze: le merci, le materie prime e i prodotti finiti ancora in magazzino a fine anno (anche detti "costi sospesi");


    • Crediti: i crediti verso clienti e altri crediti che l'azienda si aspetta di riscuotere entro l'anno;


    • Attività finanziarie: titoli o partecipazioni che l'azienda intende vendere entro l'anno;


    • Disponibilità liquide: cassa, conti correnti attivi, assegni.


  • Ratei e risconti attivi


    Per il momento, considerali come crediti a breve. Il loro significato preciso verrà approfondito più avanti.


Attivo stato patrimoniale


  1. L'ammortamento e il fondo ammortamento


Il concetto di ammortamento è uno dei più importanti di questo capitolo e vale la pena dedicargli un paragrafo a sé.


Quando acquisti un macchinario da 10.000 euro con vita utile di 10 anni, quel macchinario non perde tutto il suo valore subito: lo perde gradualmente, anno per anno. Ogni anno perde 1.000 euro di valore.


Questa perdita annuale si chiama ammortamento ed è un costo che compare nel conto economico (nella voce "ammortamenti e svalutazioni").


Ogni anno che passa, quella perdita di valore viene "accumulata" in un conto chiamato fondo ammortamento. Puoi immaginarlo come un salvadanaio in cui metti 1.000 euro ogni anno. Dopo 4 anni, il fondo ammortamento vale 4.000 euro.


Quindi:


  • Costo storico del macchinario: 10.000 €

  • Fondo ammortamento dopo 4 anni: 4.000 €

  • Valore netto (come compare nello stato patrimoniale): 6.000 €


Questo valore netto (6.000 euro) si chiama anche valore contabile e rappresenta quanto vale il bene dal punto di vista contabile in quel momento.


  1. Esempio numerico – un piccolo stato patrimoniale


Vediamo come costruire un semplice stato patrimoniale partendo da alcune voci.


Dati disponibili:


  • Fabbricato: costo storico 150.000 €, fondo ammortamento 20.000 €

  • Macchinario: costo storico 40.000 €, fondo ammortamento 10.000 €

  • Crediti verso clienti: 30.000 €

  • Risconti attivi: 2.000 €

  • Disponibilità liquide (cassa + c/c): 18.000 €

  • Rimanenze di merci: 10.000 €

  • Mutuo attivo (credito a lungo termine): 25.000 €

  • Software: costo storico 5.000 €, fondo ammortamento 2.000 €

  • Debiti verso fornitori: 15.000 €

  • Mutuo passivo: 80.000 €

  • TFR: 12.000 €

  • Patrimonio netto: da calcolare



Costruzione dell'attivo

Immobilizzazioni


  • Immobilizzazioni immateriali nette: 5.000 – 2.000 = 3.000 €

  • Immobilizzazioni materiali nette: (150.000 – 20.000) + (40.000 – 10.000) = 130.000 + 30.000 = 160.000 €

  • Immobilizzazioni finanziarie (mutuo attivo): 25.000 €

  • Totale immobilizzazioni: 3.000 + 160.000 + 25.000 = 188.000 €


Attivo Circolante


  • Rimanenze: 10.000 €

  • Crediti (crediti verso clienti + risconti attivi): 30.000 + 2.000 = 32.000 €

  • Disponibilità liquide: 18.000 €

  • Totale attivo circolante: 10.000 + 32.000 + 18.000 = 60.000 €


Immobilizzazioni + Attivo Circolante


  • Totale attivo: 188.000 + 60.000 = 248.000 €



Costruzione del passivo


  • Debiti a breve (fornitori): 15.000 €

  • Debiti a medio-lungo (mutuo passivo): 80.000 €

  • TFR: 12.000 €

  • Totale passivo senza patrimonio netto: 15.000 + 80.000 + 12.000 = 107.000 €



Patrimonio netto


Poiché:


totale attivo = totale passivo + patrimonio netto


Allora:


patrimonio netto = totale attivo - totale passivo


Patrimonio netto = 248.000 – 107.000 = 141.000€



Riepilogo finale:


  • Totale attivo: 248.000 €

  • Totale passivo + PN: 107.000 + 141.000 = 248.000 €


I due totali coincidono: il bilancio è in equilibrio.


  1. Errori tipici su stato patrimoniale e conto economico


Questi sono gli errori che compaiono più frequentemente nelle prove d'esame.


  1. Confondere natura economica e natura finanziaria


    Il conto economico accoglie costi e ricavi (natura economica). Lo stato patrimoniale accoglie attività, passività e patrimonio netto (natura finanziaria). Un acquisto di merce, per esempio, ha entrambe le nature: è un costo nel conto economico (natura economica) ma genera anche un debito verso il fornitore nello stato patrimoniale (natura finanziaria).


  2. Dimenticare il principio di competenza


    Inserire nel conto economico tutti i costi e ricavi "pagati" nell'anno, anziché quelli di competenza. Ricorda: quello che conta non è quando paghi, ma a quale periodo si riferisce il costo o il ricavo.


  3. Iscrivere le immobilizzazioni al costo storico invece che al valore netto


    Nello stato patrimoniale le immobilizzazioni vanno sempre al netto del fondo ammortamento. Inserire il costo storico senza togliere il fondo è un errore molto comune.


  4. Confondere immobilizzazioni finanziarie e attività finanziarie


    Entrambe possono riguardare titoli o partecipazioni, ma la differenza è il tempo: se intendi tenerle più di un anno → immobilizzazioni finanziarie; se pensi di venderle entro l'anno → attività finanziarie (attivo circolante).


  5. Non pareggiare il bilancio


    Lo stato patrimoniale deve sempre avere totale attivo = totale passivo + patrimonio netto. Se i due valori non coincidono, significa che una voce è stata collocata nel posto sbagliato o che c'è un errore nei calcoli.


  6. Confondere debiti a breve e debiti a medio-lungo


    Un debito verso un fornitore da pagare entro 30 giorni è a breve. Un mutuo decennale è a medio-lungo. Inserirli nella stessa voce senza distinguerli è impreciso e spesso errato in sede d'esame.

  1. Come usare questa guida per preparare l’esame


Questo è uno dei capitoli fondamentali di economia aziendale: una volta che lo padroneggi, tutto il resto del corso (conti, partita doppia, scritture di assestamento) diventa molto più logico. Ecco come sfruttarlo al meglio.


  1. Fissa prima la struttura dei due prospetti


Prima di studiare le singole voci, assicurati di avere ben chiaro "a che serve" ciascuno dei due prospetti:


  • conto economico → ricavi e costi → utile o perdita;

  • stato patrimoniale → attivo (impieghi) e passivo + PN (fonti) → fotografia del patrimonio.


  1. Impara le voci collegandole alla logica, non a memoria


    Ogni voce ha una sua logica economica. Invece di memorizzare l'elenco, chiediti per ogni voce: è un costo o un ricavo? È un bene che dura più o meno di un anno? Deriva da attività produttive o finanziarie?


    Se riesci a rispondere a queste domande, sai già dove mettere quella voce.


  2. Allenati con gli esercizi di classificazione


Gli esercizi più comuni in sede d'esame danno un elenco di voci miste (sia di conto economico che di stato patrimoniale) e chiedono di classificarle correttamente. Il metodo migliore è:


  • dividere subito le voci tra conto economico e stato patrimoniale;

  • per le immobilizzazioni, cercare sempre il relativo fondo ammortamento e calcolare il valore netto;

  • calcolare per ultimo il patrimonio netto, come differenza tra totale attivo e totale passivo.

  • verifica sempre il pareggio


A fine esercizio, controlla che totale attivo = totale passivo + patrimonio netto. Se non coincidono, torna indietro e trova l'errore prima di consegnare.


  1. Collega lo stato patrimoniale al conto economico


    Le due sezioni non sono indipendenti: l'ammortamento che compare nel conto economico si accumula nel fondo ammortamento dello stato patrimoniale; l'utile del conto economico va nel patrimonio netto dello stato patrimoniale. Ragionare su questi collegamenti ti aiuta a capire la logica d'insieme.


  2. Rileggi questa guida una seconda volta


    Come anticipato all'inizio, questo capitolo diventa molto più chiara alla seconda lettura. Dopo aver fatto i primi esercizi, torna su questa guida e vedrai che tutto ti verrà in modo molto più naturale.

  1. Domande frequenti


Domanda: Qual è la differenza tra conto economico e stato patrimoniale?

Risposta: Il conto economico mostra i ricavi e i costi di un periodo e determina l'utile o la perdita d'esercizio. Lo stato patrimoniale mostra la situazione patrimoniale dell'azienda in un dato momento: attività, passività e patrimonio netto.


Domanda: Che cos'è il principio di competenza?

Risposta: È il principio secondo cui nel conto economico si inseriscono i costi e i ricavi che si riferiscono a quel periodo, indipendentemente dal momento del pagamento o dell'incasso.


Domanda: Che cos'è un'immobilizzazione?

Risposta: È un bene o un diritto che l'azienda intende utilizzare per più di un anno. Si distingue in immateriale (software, brevetti, avviamento), materiale (macchinari, fabbricati, veicoli) e finanziaria (partecipazioni o crediti a lungo termine).


Domanda: Che cos'è il fondo ammortamento?

Risposta: È il totale degli ammortamenti accumulati fino a oggi su un dato bene. Sottraendolo dal costo storico si ottiene il valore netto (o valore contabile) del bene.


Domanda: Perché il totale dell'attivo deve essere uguale al totale del passivo più patrimonio netto?

Risposta: Perché lo stato patrimoniale mostra da dove provengono i fondi (passivo + PN) e come sono stati impiegati (attivo). Le due facce devono coincidere per definizione.


Domanda: Dove vanno le rimanenze di magazzino?

Risposta: Nell'attivo circolante dello stato patrimoniale, sotto la voce "rimanenze". Nella variazione tra inizio e fine anno, invece, influenzano il conto economico attraverso la voce "variazione delle rimanenze".


Domanda: Che cos'è l'avviamento?

Risposta: È il maggior valore pagato per acquistare un'azienda già avviata rispetto al valore contabile dei suoi beni. È un'immobilizzazione immateriale perché rappresenta il valore della clientela, del nome ecc.

  1. Guarda il video


Nel video dedicato alla prima parte dello stato patrimoniale e del conto economico trovi:


  • La definizione di stato patrimoniale;

  • La distinzione tra le attività (impieghi) e le passività (fonti);

  • La spiegazione di tutte le voci del passivo e dell'attivo.






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Antonio Lo Surdo – Tutor LGEducation

Nel 2025 ho avuto l'onore di entrare a far parte della LGEducation. Fondata nel 2023 da Lorenzo Giacomelli, essa è la prima azienda in Italia specializzata nell’aiutare studenti universitari con i loro esami di economia e finanza, 100% online. Aiutiamo gli studenti con lezioni private e videocorsi, e ci piace dare tanto valore con risorse gratuite: video su YouTube, appunti scaricabili e articoli come questo.

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