I conti : guida completa con teoria ed esempi pratici
- Antonio Lo Surdo
- 28 giu
- Tempo di lettura: 11 min
Aggiornamento: 29 giu
In questo articolo vediamo i conti, cioè il "mattone" su cui è costruita tutta la contabilità.
Prima di arrivare alla partita doppia è fondamentale capire cosa sono i conti, come sono strutturati e come si decide cosa scrivere in dare e cosa scrivere in avere.
L'argomento è strettamente collegato a ciò che hai già visto: lo stato patrimoniale e il conto economico. Non è un caso che li abbiamo trattati per primi. Avere bene in mente quei due prospetti è esattamente la chiave per non fare confusione con i conti e, di conseguenza, per fare bene la partita doppia.
Indice:
Perché esistono i conti
I conti nascono da una necessità molto concreta: tutto ciò che succede in un'azienda deve essere scritto, registrato e reso comprensibile a tutti. Non solo al titolare, ma anche a clienti, fornitori, banche e investitori.
Il problema è che se ogni azienda usasse un metodo diverso per registrare le proprie operazioni, non ci sarebbe modo di confrontare i dati. Immagina un investitore che vuole confrontare due aziende: se ciascuna ha registrato le proprie operazioni con una logica diversa, il confronto è impossibile.
Per questo è stato adottato un linguaggio unico e riconosciuto: la partita doppia; per capire quest'ultima, però, bisogna prima capire i conti.
Che cos'è un conto
Un conto è un prospetto che contiene la rilevazione dei movimenti di un certo oggetto.
In parole semplici: per ogni voce di cui vuoi tener traccia (crediti verso clienti, debiti verso fornitori, denaro in cassa, ricavi da vendita, costi per il personale…) esiste un conto dedicato, e all'interno di quel conto vengono registrate tutte le variazioni che riguardano quella voce.
Per esempio, nel conto "crediti verso clienti" andremo a registrare che i crediti:
aumentano: nel momento in cui vendiamo a un cliente (andranno registrati in dare)
diminuiscono: nel momento in cui incassiamo da un cliente (andranno registrati in avere)
Ogni conto ha:
un titolo: l'oggetto del conto, per esempio "crediti verso clienti"
due sezioni: la sezione di sinistra, chiamata dare, e la sezione di destra, chiamata avere.
Attenzione: in sede di esame non si dice mai "sinistra" e "destra". Le sezioni del conto si chiamano dare e avere.
Variazioni finanziarie e variazioni economiche
La domanda fondamentale è: cosa va in dare e cosa va in avere?
La risposta dipende dal tipo di variazione che stiamo registrando. Esse si dividono in due grandi categorie: variazioni finanziarie e variazioni economiche.
Prima di vedere le regole del dare e dell'avere, è utile capire la differenza tra i due tipi di variazione.
Variazioni finanziarie
Sono le variazioni delle voci che stanno nello stato patrimoniale e che non sono tra quelle economiche. In pratica, sono tutto ciò che riguarda il denaro, i crediti, i debiti, il conto corrente, gli assegni, ecc. Si distinguono in:
variazione finanziaria attiva (o numeraria positiva): aumentano i crediti o diminuiscono i debiti;
variazione finanziaria passiva (o numeraria negativa): aumentano i debiti o diminuiscono i crediti.
Variazioni economiche
Sono le variazioni delle voci che stanno nel conto economico (costi e ricavi), e di alcune voci particolari dello stato patrimoniale, come le immobilizzazioni, le rimanenze e il patrimonio netto. Si distinguono in:
variazione economica negativa: costi di esercizio, costi pluriennali, costi sospesi, diminuzione del patrimonio netto;
variazione economica positiva: ricavi di esercizio, ricavi pluriennali, rettifiche di ricavi, aumento del patrimonio netto.
Le regole del dare e dell'avere
Qui entra in gioco il metodo pratico per non fare confusione. Il punto di partenza sono due prospetti, che arrivato a questo punto dovresti già conoscere: il conto economico e lo stato patrimoniale.
Regola 1 – Conto economico: costi in dare, ricavi in avere
Tutte le voci che appartengono al conto economico seguono questa regola semplice
i costi vanno in dare;
i ricavi vanno in avere.
Quindi, per esempio:
merci conto acquisti (costo) → dare;
merci conto vendite (ricavo) → avere;
costi per il personale (costo) → dare;
interessi attivi (ricavo) → avere.

Regola 2 – Stato patrimoniale: attivo e passivo uno sotto l'altro
Per tutte le altre voci (quelle dello stato patrimoniale che non sono variazioni economiche), usa questo schema mentale: immagina lo stato patrimoniale e il conto uno sotto l'altro con la stessa linea di divisione centrale (come nell'immagine).
Attivo che aumenta → dare (la sezione di sinistra coincide con l'attivo che cresce);
Attivo che diminuisce → avere;
Passivo e Patrimonio Netto che aumentano → avere (la sezione di destra coincide con il passivo che cresce);
Passivo e Patrimonio Netto che diminuiscono → dare.
In pratica:
aumentano i macchinari (attivo) → dare;
aumentano i debiti verso fornitori (passivo) → avere;
diminuisce il conto corrente (attivo) → avere;
diminuiscono i debiti (passivo) → dare.

La regola d'oro della partita doppia
Prima di passare agli esempi, c'è una regola fondamentale da tenere sempre a mente:
per ogni operazione registrata, il totale del dare deve essere uguale al totale dell'avere.
Non è un caso che si chiami "partita doppia": ogni operazione viene scritta due volte, una in dare e una in avere, e le due sezioni devono sempre bilanciarsi.
Questa regola ti sarà utilissima per controllare se hai sbagliato qualcosa negli esercizi.
Esempi numerici e schema riassuntivo dare/avere
Vediamo tre esempi pratici, nello stile degli esercizi d'esame, per capire il funzionamento dei conti e delle variazioni. Infine vedremo uno schema riassuntivo per avere tutto sott'occhio.
Esempio 1 – Riscossione di fitti attivi con denaro contante
Operazione: riscosso con denaro contante un fitto attivo per 260,70 euro.
In questa operazione succedono due cose:
entra del denaro contante (aumentano le disponibilità liquide);
si rileva un ricavo (fitti attivi).
Passo 1 – Denaro contante
Il denaro contante sta nello stato patrimoniale, nell'attivo (disponibilità liquide) e per tale motivo è una variazione finanziaria. Essendo che sta aumentando, la variazione sarà attiva e l'importo andrà in dare, come abbiamo detto nelle regole.
Riassumendo:
Denaro in cassa | variazione finanziaria attiva | dare | 260,70 €
Passo 2 – Fitti attivi
I fitti attivi sono un ricavo, quindi stanno nel conto economico e per tale motivo sono una variazione economica. Essendo che stanno aumentando, la variazione sarà positiva e questi andranno in avere, come abbiamo detto nelle regole.
Riassumendo:
Fitti attivi | variazione economica positiva | avere | 260,70 €
Controllo:
totale dare = 260,70 € | totale avere = 260,70 €
Abbiamo rispettato la regola d'oro della partita doppia!
Esempio 2 – Pagamento di un premio assicurativo con bonifico bancario
Operazione: pagato un premio assicurativo annuale di 2.450 euro con bonifico bancario.
In questa operazione succedono due cose:
si rileva un costo (premio assicurativo);
esce del denaro dal conto corrente bancario (diminuiscono le disponibilità liquide)
Passo 1 – Premio assicurativo
I premi assicurativi sono un costo, quindi stanno nel conto economico e per tale motivo sono una variazione economica. Essendo che stanno aumentando, la variazione sarà negativa e questi andranno in dare, come abbiamo detto nelle regole.
Riassumendo:
Premi assicurativi | variazione economica negativa | dare | 2.450 €
Passo 2 – Conto corrente bancario
Il conto corrente bancario (banca c/c) sta nello stato patrimoniale, nell'attivo (disponibilità liquide) e per tale motivo è una variazione finanziaria. Essendo che sta diminuendo, la variazione sarà passiva e l'importo andrà in avere, come abbiamo detto nelle regole.
Riassumendo:
Banca c/c | variazione finanziaria passiva | avere | 2.450 €
Controllo:
totale dare = 2.450 € | totale avere = 2.450 €
Anche in questo caso abbiamo rispettato la regola d'oro della partita doppia!
Esempio 3 – Acquisto di merci con IVA (fattura da fornitore)
Prima di fare l'esempio, è doveroso fare un accenno all'IVA: l'Imposta sul Valore Aggiunto.
Essa è un'imposta che si applica sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi.
Quando acquisti, paghi l'IVA al fornitore, ma quell'IVA diventa un credito verso lo Stato (IVA a credito).
Quando vendi, riscuoti l'IVA dal cliente, ma quell'IVA diventa un debito verso lo Stato (IVA a debito).
Per ora ti basta capire questo semplice concetto; più avanti approfondiremo il tema.
Passiamo ora all'esempio!
Operazione: ricevuta fattura per acquisto di merci 7.910 euro + IVA al 10%.
Calcolo IVA e debito verso fornitore
IVA
Imponibile x aliquota IVA = IVA
7.910 × 10% = 791 €
Debito totale verso il fornitore
Imponibile + IVA
7.910 + 791 = 8.701 €
In questa operazione succedono tre cose:
si rileva il costo per l'acquisto di merci;
si rileva l'IVA a credito verso lo Stato;
si rileva il debito verso il fornitore.
Passo 1 – Merci conto acquisti
Le merci acquistate (merci c/acquisti) sono un costo, quindi stanno nel conto economico e per tale motivo sono una variazione economica. Essendo che stanno aumentando, la variazione sarà negativa e questi andranno in dare, come abbiamo detto nelle regole.
Riassumendo:
Merci c/acquisti | variazione economica negativa | dare | 7.910 €
Passo 2 – IVA a credito
L'IVA a credito è un credito verso lo Stato, sta nello stato patrimoniale nell'attivo (crediti) e per tale motivo è una variazione finanziaria. Essendo che sta aumentando, la variazione sarà attiva e l'importo andrà in dare, come abbiamo detto nelle regole.
Riassumendo:
IVA ns credito | variazione finanziaria attiva | dare | 791 €
Passo 3 – Debito verso il fornitore
I debiti verso fornitori (debiti v/fornitori) stanno nello stato patrimoniale, nel passivo (debiti) per tale motivo sono una variazione finanziaria. Essendo che stanno aumentando, la variazione sarà negativa e questi andranno in avere, come abbiamo detto nelle regole.
Riassumendo:
Debiti v/fornitori | variazione finanziaria passiva | avere | 8.701 €
Controllo:
totale dare = 8.701 € | totale avere = 8.701 €
E anche qui abbiamo rispettato la regola d'oro della partita doppia!
Schema riassuntivo dare/avere
Per avere tutto sott'occhio in un colpo solo, ecco uno schema da ricordare:
CONTO ECONOMICO
Costi → dare (variazione economica negativa)
Ricavi → avere (variazione economica positiva)
STATO PATRIMONIALE – ATTIVO
Aumenta → dare (variazione finanziaria attiva)
Diminuisce → avere (variazione finanziaria passiva)
STATO PATRIMONIALE – PASSIVO
Aumenta → avere (variazione finanziaria passiva)
Diminuisce → dare (variazione finanziaria attiva)
VOCI PARTICOLARI DELLO STATO PATRIMONIALE (immobilizzazioni, rimanenze, patrimonio netto)
Si comportano come le voci economiche del conto economico, vanno:
in dare se è una variazione economica negativa,
in avere se è una variazione economica positiva.
Errori tipici sui conti
Ci sono alcuni errori che si ripetono quasi sempre quando ci si approccia per le prime volte a questo argomento.
Dire "sinistra" e "destra" invece di dare e avere
In un esercizio o in una risposta orale, le sezioni si chiamano dare e avere. Non sinistra e destra.
Confondere variazione economica e variazione finanziaria
Le variazioni economiche riguardano le voci del conto economico (costi, ricavi) e alcune voci particolari dello stato patrimoniale. Le variazioni finanziarie riguardano tutto il resto dello stato patrimoniale. Confonderle significa anche confondere dare e avere.
Non saper collocare una voce nel conto economico o nello stato patrimoniale
Se non sai se una voce è un costo, un ricavo, un credito o un debito, non puoi sapere dove scriverla. Ecco perché la conoscenza dello stato patrimoniale e del conto economico è il punto di partenza.
Dimenticare l'IVA o metterla dalla parte sbagliata
L'IVA sugli acquisti è un credito verso lo Stato → attivo → dare.
L'IVA sulle vendite è un debito verso lo Stato → passivo → avere.
Invertirle è uno degli errori più frequenti negli esercizi.
Non verificare che dare = avere
Per ogni operazione, la somma di tutto ciò che scrivi in dare deve essere uguale alla somma di tutto ciò che scrivi in avere. Se non coincidono, hai sbagliato qualcosa. Controllare questa uguaglianza è il modo più rapido per accorgersi di un errore prima di consegnare.
Come usare questa guida per preparare l’esame
Per sfruttare davvero questo capitolo in ottica esame, conviene seguire un percorso preciso.
Ripassare lo stato patrimoniale e il conto economico
Prima di qualsiasi cosa, assicurati di avere in mente la struttura dei due prospetti. Devi sapere, senza esitare, dove si trovano le voci principali: debiti, crediti, macchinari, rimanenze, ricavi da vendita, costi per servizi, ecc. Quella conoscenza è il fondamento di tutto ciò che viene dopo.
Memorizzare lo schema dare/avere
Impara a memoria le quattro regole di base:
costi → dare;
ricavi → avere;
attivo che aumenta → dare;
passivo che aumenta → avere.
Le variazioni opposte (diminuzione dell'attivo, diminuzione del passivo) vanno nella sezione opposta. Con queste quattro regole risolvi la grande maggioranza degli esercizi.
Allenarti sugli esercizi con lo schema mentale
Prenditi un esercizio e, prima di scrivere qualsiasi numero, fai questi passaggi a voce o su carta:
identifica le voci coinvolte nell'operazione;
per ciascuna, chiedi "conto economico o stato patrimoniale?";
se conto economico: "costo o ricavo?";
se stato patrimoniale: "attivo o passivo? aumenta o diminuisce?";
poi decidi dare o avere.
Questo processo, all'inizio lento, diventa velocissimo con la pratica.
Verificare sempre che dare = avere
Alla fine di ogni esercizio, somma il totale di dare e il totale di avere. Se coincidono, sei sulla strada giusta. Se non coincidono, hai commesso un errore da qualche parte e devi trovarlo.
Collegare i conti alla partita doppia
Questo capitolo non è fine a se stesso: tutto ciò che stai imparando qui ti servirà direttamente quando affronterai la partita doppia. L'idea di registrare ogni operazione in due parti (dare e avere) in modo che si bilancino è esattamente il cuore della partita doppia. Se hai capito bene i conti, il salto alla partita doppia sarà molto più agevole.
Domande frequenti
Domanda: Che cos'è un conto in economia aziendale?
Risposta: È un prospetto in cui vengono registrate tutte le variazioni di una certa voce (per esempio "crediti verso clienti" o "debiti verso fornitori"). È diviso in due sezioni: dare (sinistra) e avere (destra).
Domanda: Cosa significa "dare" e cosa significa "avere"?
Risposta: Sono i nomi delle due sezioni del conto. Non hanno un significato letterale, ma indicano semplicemente da che parte si registra una certa variazione in base al tipo di voce e al verso della variazione (aumento o diminuzione).
Domanda: Come faccio a sapere se una variazione va in dare o in avere?
Risposta: Parti sempre dal conto economico e dallo stato patrimoniale. Se la voce è nel conto economico: costo → dare, ricavo → avere. Se la voce è nello stato patrimoniale: attivo che aumenta → dare, passivo che aumenta → avere, e viceversa per le diminuzioni.
Domanda: Che differenza c'è tra variazione economica e variazione finanziaria?
Risposta: Le variazioni economiche riguardano costi, ricavi e alcune voci particolari dello stato patrimoniale. Le variazioni finanziarie riguardano tutto il resto dello stato patrimoniale, come denaro, crediti, debiti, conti correnti.
Domanda: Cos'è l'IVA a credito e l'IVA a debito?
Risposta: L'IVA a credito nasce quando acquisti beni o servizi: paghi l'IVA al fornitore, ma hai un credito verso lo Stato. L'IVA a debito nasce quando vendi: riscuoti l'IVA dal cliente, ma devi girarla allo Stato, quindi hai un debito.
Domanda: Perché dare e avere devono sempre coincidere?
Risposta: Perché ogni operazione viene registrata "in doppio": una volta in dare e una volta in avere. Il bilanciamento delle due sezioni è la logica alla base della partita doppia e permette di controllare la correttezza delle registrazioni.
Guarda il video
Nel video dedicato alla prima parte dei conti trovi:
La definizione di conto;
La storia del conto;
La differenza tra dare e avere;
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