Introduzione alla finanza: mercati finanziari, rendimento, rischio e costo opportunità (economia in mercato aperto).
- francesco salamone
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 10 min
Aggiornamento: 3 ore fa
In questo articolo capiremo cos’è la finanza, come funziona il mercato finanziario e che cosa sono rendimento, rischio, costo opportunità.
L'obiettivo risulta essere una comprensione accurata di argomenti cruciali per il superamento dei principali esami riguardanti questa materia, oltre ad essere una guida esaustiva per un breve ripasso sulla finanza.
Indice:
Introduzione alla finanza: guida completa con teoria ed esempi
Benvenuti in questa nuova materia: la finanza. Dopo aver visto macroeconomia e microeconomia, qui entriamo nel mondo dei mercati finanziari, dei rendimenti, del rischio e del costo opportunità.
L’obiettivo non è solo capire la teoria, ma collegarla subito a esempi pratici e, più avanti, agli esercizi che spesso trovi all’esame o nel lavoro in ambito finanziario.
L’idea di fondo è questa: la finanza studia come il capitale si sposta da chi ha soldi in più (surplus) a chi ne ha bisogno (deficit) per finanziare progetti e investimenti. In cambio di questi trasferimenti di capitale nascono rendimenti per chi investe e costi del debito per chi si finanzia.
Che cos’è la finanza (economia in mercato aperto)
La finanza è la parte dell’economia che studia come vengono raccolte, investite e gestite le risorse finanziarie nel tempo. In pratica risponde a domande come:
chi ha capitale in eccesso, dove lo può investire;
chi ha bisogno di capitale, come può finanziarsi;
a quali condizioni avvengono questi scambi (rendimento, rischio, durata).
Quello che ti interessa fin da subito è che ogni operazione finanziaria ha sempre due facce:
per chi presta o investe capitale è un’operazione di investimento, da cui ci si aspetta un rendimento;
per chi riceve capitale è un’operazione di finanziamento, che genera un costo del debito da ripagare in futuro.
Il mercato finanziario
Il mercato finanziario è il “luogo” (fisico o, oggi, soprattutto digitale) in cui si incontrano:
operatori in surplus di capitale, che hanno più soldi di quelli che servono loro nel breve periodo (risparmiatori, investitori, fondi, banche)
operatori in deficit di capitale, che hanno bisogno di fondi per finanziare progetti, investimenti o spese (imprese, stato, famiglie)
I principali strumenti con cui avvengono queste operazioni sono:
azioni (capitale di rischio);
obbligazioni e prestiti (capitale di debito);
altri strumenti finanziari (che vedrai nei capitoli successivi)
Operatori in surplus e in deficit
Quando parliamo di mercato finanziario, distinguiamo due grandi categorie di operatori:
Operatori in surplus
Sono i soggetti che hanno capitale in più rispetto a quello che serve loro per il consumo o la gestione ordinaria (famiglie risparmiatrici, investitori istituzionali, aziende con liquidità in eccesso).
Questi soggetti fanno operazioni di investimento: prestano o investono capitale e si aspettano un rendimento.
Operatori in deficit
Sono i soggetti che hanno bisogno di capitale per finanziare progetti (imprese che comprano macchinari, società che vogliono crescere, Stato che finanzia la spesa pubblica).
Questi soggetti fanno operazioni di finanziamento: ricevono capitale e pagano un costo del debito o cedono una parte della propria proprietà (equity).
Ogni volta che il capitale passa dalle tasche degli operatori in surplus a quelle degli operatori in deficit, nasce una relazione finanziaria in cui:
chi investe riceve un rendimento;
chi si finanzia sostiene un costo del capitale.
Rendimento: che cos’è e perché è centrale
Il rendimento è il compenso che l’investitore riceve per aver impiegato il proprio capitale in un certo investimento. È il “premio” che riceve per:
essersi privato del capitale nel tempo;
aver assunto un certo rischio che l’investimento non vada come previsto.
Possiamo distinguere due prospettive:
rendimento storico: quello che hai effettivamente ottenuto in passato;
rendimento atteso: quello che ti aspetti di ottenere nel futuro, sulla base di scenari e probabilità.
Già da qui entra la prima regola intuitiva che userai mille volte:
a maggiore rischio, gli investitori chiedono un rendimento più alto;
a minore rischio, accettano un rendimento più basso.
Rendimento storico
Il rendimento storico guarda al passato: misura quanto hai guadagnato con un investimento già concluso, tenendo conto:
dei flussi incassati durante il periodo (dividendi, cedole, altri pagamenti);
della differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto dello strumento.
In formula, il rendimento storico è:
rendimento storico =(flussi incassati durante il periodo + guadagno/perdita in conto capitale) / investimento iniziale
Esempio:
compri un’azione a 10€;
la rivendi dopo un anno a 15€;
durante l’anno incassi un dividendo di 3€.
Il rendimento storico sarà:
flussi incassati: 3€;
guadagno in conto capitale: 15€ – 10€ = 5€;
totale “guadagno”: 3€ + 5€ = 8€;
rendimento storico: 8€ / 10€ = 0,8 = 80%.
Rendimento atteso
Il rendimento atteso guarda in avanti: misura quanto pensi di guadagnare in futuro, sulla base di:
prezzo a cui prevedi di vendere lo strumento;
flussi (dividendi, cedole, affitti…) che ti aspetti di ricevere;
investimento iniziale che devi sostenere.
In formula:
rendimento atteso =(flussi attesi + prezzo di vendita atteso – prezzo di acquisto) / prezzo di acquisto
Ad esempio:
investi oggi 1.000€ in un titolo;
ti aspetti di rivenderlo tra un anno a 1.200€;
pensi di ricevere anche 200€ di flussi (dividendi o cedole) nel frattempo.
Rendimento atteso:
guadagno totale atteso = 200€ (flussi) + (1.200€ – 1.000€) = 400€;
rendimento atteso = 400€ / 1.000€ = 40%.
Nella pratica, spesso costruirai più scenari (ottimistico, normale, pessimistico), assegnerai a ciascuno una probabilità, e farai una media pesata dei rendimenti per ottenere il rendimento atteso complessivo.
Il costo opportunità
Il costo opportunità è il rendimento che rinunci ad ottenere scegliendo un investimento invece di un altro.
Tradotto in linguaggio finanziario:
se hai due investimenti alternativi A e B, con lo stesso livello di rischio;
scegli A e rifiuti B;
il rendimento di B è il tuo costo opportunità: è ciò che lasci sul tavolo, perché hai preso un’altra decisione.
Per questo il costo opportunità diventa:
il rendimento minimo che un investitore richiede a un certo investimento;
il tasso di riferimento che userai per “scontare” i flussi di cassa quando calcoli il valore di uno strumento finanziario (tasso di sconto).
In altre parole, se scegli l’investimento A, ti aspetti che A renda almeno quanto il miglior investimento alternativo B, altrimenti non varrebbe la pena scegliere A.
Valore di uno strumento finanziario
In finanza, un'operazione che viene spesso effettuata è calcolare il valore degli strumenti finanziari come azioni e/o obbligazioni.
Un’idea chiave che userai tantissimo è:
" Il valore di uno strumento finanziario è il valore attuale dei flussi di cassa che produce nel tempo."
Questo significa che, per capire se un investimento “vale la pena”, non guardi solo quanto incasserai in futuro, ma riporti quei flussi nel presente usando il tasso di sconto (cioè il costo opportunità).
In pratica:
se hai un progetto che oggi richiede un investimento iniziale e genera flussi futuri;
porti tutti i flussi futuri “indietro nel tempo” fino a oggi, usando il tasso r (rendimento richiesto / costo opportunità);
sommi questi flussi attualizzati per ottenere il valore del progetto oggi.
Se il valore attuale di tutti i flussi è maggiore dell’investimento iniziale, l’investimento crea valore; se è minore, lo distrugge.
Rischio e variabilità dei rendimenti
Il rischio, in finanza, è legato alla variabilità dei rendimenti:
più i rendimenti possibili si discostano dal rendimento atteso, più l’investimento è considerato rischioso.
Se confronti due investimenti A e B:
con lo stesso rendimento atteso (es. 10%);
ma A ha rendimenti possibili molto dispersi (può fare –10%, 10%, 30%);
mentre B ha rendimenti possibili concentrati intorno al 10% (8%, 10%, 12%);
allora A è più rischioso di B, perché i risultati possono allontanarsi di più da ciò che ti aspetti.
Dal punto di vista matematico, il rischio in economia in mercato aperto viene misurato con:
varianza;
deviazione standard (sigma), cioè la radice quadrata della varianza.
Più alta è la deviazione standard dei rendimenti, più quello strumento viene considerato rischioso.
Questo argomento verrà trattato in maniera approfondita all'interno della teoria del portafoglio.
Esempio numerico su rendimento atteso e rischio
Vediamo un esempio numerico semplice che mette insieme rendimento atteso e rischio.
Supponi di avere un investimento che può andare in tre modi, a seconda di come andrà l’economia nel prossimo anno:
Scenario 1: Economia ottima
Probabilità: 30%
Rendimento in questo scenario: 10%
Scenario 2: Economia normale
Probabilità: 60%
Rendimento in questo scenario: 5%
Scenario 3: Economia pessima
Probabilità: 10%
Rendimento in questo scenario: 0%
Passo 1 – Rendimento atteso
Calcoliamo il rendimento atteso come media pesata:
contributo scenario ottimo: 0,30 × 10% = 3%
contributo scenario normale: 0,60 × 5% = 3%
contributo scenario pessimo: 0,10 × 0% = 0%
Rendimento atteso totale:
3% + 3% + 0% = 6%
Quindi il rendimento atteso di questo investimento è 6%.
Passo 2 – Intuizione sul rischio
Ora chiediti: quanto possono distanziarsi i rendimenti effettivi da questo 6%?
nello scenario ottimo fai il 10% (più del 6%);
nello scenario normale fai il 5% (poco sotto il 6%);
nello scenario pessimo fai 0% (molto sotto il 6%).
Più questi scostamenti sono “grandi” e probabili, più l’investimento è rischioso.
Con formule di statistica (varianza e deviazione standard) trasformi questa intuizione in un numero che misura il rischio, ma per l’esame è fondamentale che tu abbia chiaro il concetto: rischio = variabilità attorno al rendimento atteso
Errori tipici su introduzione alla finanza
Su questi concetti iniziali ci sono alcuni errori ricorrenti.
Confondere rendimento storico e rendimento atteso
Il rendimento storico riguarda il passato (ciò che hai effettivamente ottenuto), il rendimento atteso riguarda il futuro (ciò che pensi di ottenere).
Mescolare i due porta a ragionamenti sbagliati negli esercizi.
Pensare che rendimento alto sia sempre “migliore”
Un rendimento atteso più alto è quasi sempre associato a un rischio più alto. Non ha senso cercare “il rendimento massimo” ignorando il rischio: ha senso cercare il miglior equilibrio tra rendimento e rischio.
Sottovalutare il costo opportunità
Molti studenti si concentrano solo sull’investimento scelto, senza chiedersi “che cosa avrei potuto ottenere con un’altra alternativa simile?”.
In realtà, il costo opportunità è il riferimento chiave per decidere se un investimento è accettabile.
Dimenticare che il valore di uno strumento dipende dai flussi futuri
Guardare solo al prezzo attuale senza considerare i flussi (dividendi, cedole, rimborsi) e il tasso di sconto porta a una visione molto parziale.
La regola da ricordare è: valore = valore attuale dei flussi futuri.
Fissarsi solo sulla formula e non sul significato
Tutti i calcoli su rendimento, rischio, costo opportunità e valore attuale hanno un significato molto intuitivo. Se conosci solo la formula ma non ti è chiaro cosa rappresenta, sarà difficile orientarti negli esercizi un po’ diversi dal “caso standard”.
Domande frequenti
Domanda: Che differenza c’è tra economia e finanza?
Risposta: L’economia studia come vengono allocate le risorse scarse in generale; la finanza si concentra su come il capitale viene raccolto, investito e trasferito nel tempo tra soggetti in surplus e soggetti in deficit.
Domanda: Che cos’è il rendimento di un investimento?
Risposta: È il compenso che l’investitore ottiene per aver messo a disposizione il proprio capitale, al netto del capitale iniziale. Può includere flussi periodici (cedole, dividendi) e guadagno o perdita in conto capitale.
Domanda: Cosa si intende per rendimento atteso?
Risposta: È il rendimento che ti aspetti di ottenere in futuro, calcolato come media pesata dei rendimenti possibili nei vari scenari, usando le probabilità associate a ciascuno scenario.
Domanda: Che cos’è il costo opportunità in finanza?
Risposta: È il rendimento del miglior investimento alternativo a parità di rischio. Rappresenta il rendimento minimo che richiedi a un investimento perché abbia senso sceglierlo.
Domanda: Perché si parla di valore attuale dei flussi futuri?
Risposta: Perché 1 euro oggi vale più di 1 euro domani. Quindi, per confrontare correttamente flussi in momenti diversi, li riportiamo tutti a oggi usando un tasso di sconto (di solito il costo opportunità).
Domanda: Che cos’è un investimento “risk free”?
Risposta: È uno strumento considerato senza rischio di credito e con flussi praticamente certi (per esempio, in teoria, i titoli di Stato a breve scadenza di paesi molto solidi). Il suo rendimento viene spesso usato come base per costruire il costo opportunità.
Come usare questa guida per preparare l’esame
Per sfruttare al massimo questa introduzione in ottica esame, puoi seguire questi passi.
Fissa bene i concetti chiave
Devi essere in grado di spiegare a parole tue:
che cosa sono mercato finanziario, operatori in surplus e in deficit;
che differenza c’è tra rendimento storico e rendimento atteso;
cosa rappresentano costo opportunità e valore attuale dei flussi.
Un buon test è questo: prova a spiegare questi concetti in 2–3 minuti senza formule, come se li raccontassi a un amico.
Allenati con piccoli esempi numerici
Rifai a mano:
il calcolo del rendimento storico con prezzo iniziale, prezzo finale e flussi incassati;
il calcolo del rendimento atteso con 2–3 scenari e relative probabilità;
il calcolo di un valore attuale semplice con 1 o 2 flussi futuri e un tasso di sconto.
Non servono esempi complicatissimi: l’importante è capire la logica e non sbagliare passaggi base.
Collega rendimento e rischio
Abituati a pensare sempre in coppia:
“Questo investimento che rendimento atteso ha?”
“Con che variabilità (rischio) lo posso ottenere?”
Se ragioni solo sul rendimento, rischi di cadere nelle trappole tipiche degli esercizi e delle domande aperte.
Leggi i grafici e gli schemi delle slide
Nelle slide del corso (e negli appunti) vedrai spesso:
schemi del mercato finanziario con operatori in surplus e in deficit;
grafici che confrontano due investimenti con stessa media ma diversa variabilità.
Prenditi il tempo di riguardarli: spesso una figura ben capita vale più di mezza pagina di formule.
Prepara un mini-formulario ragionato
Alla fine di questo capitolo, scriviti una pagina con:
definizioni brevi (rendimento storico, rendimento atteso, costo opportunità, rischio, valore attuale);
2–3 formule essenziali, ma sempre accompagnate da una frase che ne spieghi il significato.
Se ti abitui fin da ora a collegare formula e significato economico, i capitoli successivi (azioni, obbligazioni, VAN, portafogli) ti verranno molto più naturali.
Guarda il video
Nel video dedicato all'introduzione alla finanza trovi:
Il concetto di finanza e i principali attori che operano sui mercati finanziari
Il concetto di mercato finanziario, le dinamiche, gli operatori in surplus e in deficit
L'introduzione ai principali strumenti finanziari come azioni e obbligazioni
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