Le immobilizzazioni: guida completa con teoria ed esempi
In questo articolo vediamo le immobilizzazioni, cioè quei beni aziendali che hanno una vita utile superiore a un anno e che quindi vengono trattati in modo diverso rispetto ai beni di consumo immediato come le merci.
L'idea di fondo è questa: se acquisti un macchinario che userai per dieci anni, non ha senso caricare tutto il costo sull'anno in cui lo compri. Il principio di competenza impone infatti di distribuire quel costo su tutta la vita utile del bene, tramite l'ammortamento.
In questa guida vediamo cosa sono le immobilizzazioni, come funziona l'ammortamento e il fondo ammortamento, come si registra l'acquisto (anche tramite leasing) e, soprattutto, come si registra la vendita con il calcolo di plusvalenze e minusvalenze.
Indice:
Che cosa sono le immobilizzazioni
Le immobilizzazioni sono beni aziendali destinati a rimanere nell'impresa per un periodo superiore a un anno, a differenza delle merci che vengono acquistate per essere rivendute nel breve periodo. Si trovano nell'attivo dello Stato Patrimoniale, proprio perché rappresentano un valore che l'azienda utilizzerà per più esercizi.
Le immobilizzazioni si dividono in tre categorie:
immobilizzazioni materiali: beni fisici, tangibili, come edifici, macchinari, automezzi e computer;
immobilizzazioni immateriali: beni non fisici, come brevetti, marchi e software;
immobilizzazioni finanziarie: strumenti finanziari come titoli, obbligazioni o azioni, acquistati con l'intenzione di tenerli per più di un anno.
Proprio perché hanno una vita utile lunga, il costo di una immobilizzazione non viene mai spesato tutto in un anno, ma viene "spalmato" nel tempo attraverso l'ammortamento.
Ammortamento e fondo ammortamento
L'ammortamento è il meccanismo contabile che distribuisce il costo di un'immobilizzazione su tutta la sua vita utile, rispettando il principio di competenza.
Facciamo un esempio semplice. Immagina di acquistare un macchinario con:
costo storico (prezzo di acquisto): 80.000 euro;
vita utile prevista: 10 anni.
La quota di ammortamento annuo si calcola così:
Quota annua = Costo storico / Vita utile = 80.000 / 10 = 8.000 euro.
Ogni anno, alla chiusura dell'esercizio, si effettua la registrazione:

Il fondo ammortamento si può immaginare come un "salvadanaio" che accumula, anno dopo anno, tutte le quote di ammortamento maturate. Non riduce direttamente il valore dell'immobilizzazione in modo diretto, ma serve a calcolare il valore contabile del bene in ogni momento.
Il valore contabile si calcola come:
Valore contabile = Costo storico – Fondo ammortamento.
Per esempio, dopo 4 anni il fondo ammortamento sarà pari a 4 × 8.000 = 32.000 euro, e il valore contabile del macchinario sarà 80.000 – 32.000 = 48.000 euro. Questo valore è fondamentale, perché sarà il punto di riferimento quando, più avanti, si andrà a vendere il bene.
Come si registra l'acquisto di un'immobilizzazione
L'acquisto di un'immobilizzazione si registra in modo simile a un normale acquisto di merci, con la differenza che il conto usato non è "Merci c/acquisti" ma è il conto specifico dell'immobilizzazione (per esempio "Automezzi" o "Brevetti").
Esempio: acquisto di un automezzo industriale per 80.000 euro più IVA al 22%, pagamento metà con bonifico bancario e metà con cambiale a 6 mesi comprensiva di interessi al 5%.
La prima registrazione, al momento dell'acquisto, prevede:

Al momento del pagamento ci si comporta come per il pagamento di un acquisto, facendo attenzione, come in questo esempio, ai diversi strumenti finanziari con i quali si paga e andando, nel caso delle cambiali, a calcolare correttamente gli interessi dovuti.
Per un'immobilizzazione immateriale, come un brevetto, la logica è identica: cambia solo il conto usato al posto di "Automezzi".
L'acquisto tramite leasing
Quando un'immobilizzazione viene acquisita tramite leasing, la contabilizzazione segue tre momenti distinti.
Stipula del contratto
Si rileva contemporaneamente l'aumento delle immobilizzazioni (bene in leasing) e l'apertura di un debito verso la società di leasing, per un importo pari alla somma di tutti i canoni previsti (compreso il maxi canone e il riscatto finale).
Il bene compare tra le attività anche se non è ancora di proprietà dell'azienda, perché l'azienda lo sta effettivamente utilizzando.
Pagamento dei canoni
Ogni canone di leasing (incluso l'eventuale maxi canone iniziale) si registra come un normale costo di esercizio, con IVA a credito e debito verso il fornitore.
Una volta pagato il debito, va anche aggiornato (ridotto) il debito verso la società di leasing e il valore del "bene in leasing" aperto alla stipula, perché quella parte del contratto è stata onorata.
Riscatto finale
Se l'azienda decide di riscattare il bene, la registrazione è identica a un normale acquisto di immobilizzazione (per esempio "Automezzi" invece di "Canoni di leasing"), perché da quel momento il bene entra ufficialmente tra le proprietà dell'azienda.
Anche qui va effettuato l'ultimo aggiustamento sui conti aperti alla stipula del contratto.
La vendita di un'immobilizzazione: gli step da seguire
La vendita di un'immobilizzazione è una delle parti più delicate dell'argomento, perché richiede una procedura precisa in più passaggi.
Gli step da seguire sono sempre questi:
Aggiornamento del fondo ammortamento, se la vendita avviene durante l'anno (e non al 31/12);
Chiusura del fondo ammortamento, per trovare il valore contabile del bene;
Vendita del bene;
Rilevazione della plusvalenza (se il prezzo di vendita è maggiore del valore contabile) oppure della minusvalenza (se il prezzo di vendita è minore del valore contabile).
Vediamo ora il significato di ciascun passaggio con un esempio numerico completo.
Esempio numerico completo
Dati
In data 30/06 si cede un impianto a 25.000 euro più IVA al 22%. L'impianto ha:
costo storico: 50.000 euro;
fondo ammortamento al 31/12 dell'anno precedente: 30.000 euro;
quota annua di ammortamento: 20% del costo storico.
Passo 1 – Aggiornamento del fondo ammortamento
Il fondo ammortamento (30.000) è fermo al 31/12 dell'anno precedente, ma la vendita avviene il 30/06, cioè a metà dell'anno in corso. Bisogna quindi calcolare la quota di ammortamento maturata dal 1° gennaio al 30 giugno e aggiungerla al fondo.
Ammortamento annuo pieno: 50.000 × 20% = 10.000 euro
Ammortamento per 6 mesi (metà anno): 10.000 × 6/12 = 5.000 euro
Si effettua quindi la registrazione:

Il fondo ammortamento aggiornato al 30/06 diventa:
Fondo ammortamento = 30.000 + 5.000 = 35.000 euro.
Passo 2 – Calcolo del valore contabile
Il valore contabile si calcola come differenza tra costo storico e fondo ammortamento aggiornato:
Valore contabile = 50.000 – 35.000 = 15.000 euro.
Passo 3 – Chiusura del fondo ammortamento
Poiché l'impianto sta uscendo definitivamente dal patrimonio aziendale, il fondo ammortamento va chiuso (storno completo). Si registra quindi:

Passo 4 – Vendita e rilevazione della plusvalenza
L'impianto viene venduto a 25.000 euro più IVA (22%), quindi il credito verso il cliente sarà:
25.000 + 5.500 di IVA = 30.500 euro.
Confrontando prezzo di vendita e valore contabile:
prezzo di vendita: 25.000 euro
valore contabile: 15.000 euro
Poiché il prezzo di vendita è maggiore del valore contabile, si genera una plusvalenza, pari a:
Plusvalenza = Prezzo di vendita – Valore contabile
= 25.000 – 15.000 = 10.000 euro.
La plusvalenza rappresenta un ricavo straordinario per l'azienda e viene registrata come tale insieme alla vendita, mentre il vecchio valore dell'impianto (25.000, cioè il valore residuo iscritto) viene stornato dalle immobilizzazioni.
Se, al contrario, il prezzo di vendita fosse stato inferiore al valore contabile (per esempio 10.000 invece di 25.000), si sarebbe generata una minusvalenza di 5.000 euro (15.000 – 10.000), che rappresenta invece un costo per l'azienda.
Errori tipici sulle immobilizzazioni
Ci sono alcuni errori che ricorrono spesso in questo argomento.
Dimenticare di aggiornare il fondo ammortamento prima della vendita
Se la vendita avviene durante l'anno (non al 31/12), bisogna sempre calcolare la quota di ammortamento maturata fino alla data di vendita, prima di determinare il valore contabile. Saltare questo passaggio porta a un valore contabile sbagliato e quindi a una plusvalenza o minusvalenza errata.
Confondere costo storico e valore contabile
Il costo storico è il prezzo di acquisto iniziale e non cambia mai. Il valore contabile, invece, cambia ogni anno perché tiene conto del fondo ammortamento accumulato fino a quel momento.
Sbagliare il segno di plusvalenza e minusvalenza
La regola è sempre la stessa: prezzo di vendita maggiore del valore contabile genera una plusvalenza (ricavo), prezzo di vendita minore del valore contabile genera una minusvalenza (costo). Invertire questa regola è uno degli errori più comuni.
Confondere il leasing con un acquisto normale
Durante il leasing, il bene compare tra le immobilizzazioni ma l'azienda ha anche un debito verso la società di leasing: non si tratta ancora di proprietà piena. Solo al momento del riscatto il bene diventa effettivamente di proprietà dell'azienda, con una registrazione simile a un acquisto ordinario.
Non distinguere le tre categorie di immobilizzazioni
Materiali e immateriali seguono la stessa logica generale (ammortamento, fondo ammortamento, valore contabile), ma è importante usare il conto corretto a seconda del tipo di bene (per esempio "Automezzi" per beni materiali, "Brevetti" per beni immateriali).
Domande frequenti
Domanda: Che cos'è un'immobilizzazione?
Risposta: È un bene aziendale con vita utile superiore a un anno, che si trova nell'attivo dello Stato Patrimoniale e il cui costo viene distribuito nel tempo tramite l'ammortamento.
Domanda: Quali sono le tre categorie di immobilizzazioni?
Risposta: Immobilizzazioni materiali (beni fisici come macchinari e automezzi), immateriali (come brevetti e software) e finanziarie (come titoli e obbligazioni tenuti per più di un anno).
Domanda: Che cos'è il fondo ammortamento?
Risposta: È il conto che accumula, anno dopo anno, tutte le quote di ammortamento maturate su un'immobilizzazione, e che serve per calcolare il valore contabile del bene in ogni momento.
Domanda: Come si calcola il valore contabile di un'immobilizzazione?
Risposta: Si calcola come differenza tra costo storico (prezzo di acquisto) e fondo ammortamento accumulato fino a quel momento.
Domanda: Cosa succede se vendo un bene a un prezzo superiore al suo valore contabile?
Risposta: Si genera una plusvalenza, cioè un ricavo straordinario, pari alla differenza tra prezzo di vendita e valore contabile.
Domanda: Cosa succede se vendo un bene a un prezzo inferiore al suo valore contabile?
Risposta: Si genera una minusvalenza, cioè un costo straordinario, pari alla differenza tra valore contabile e prezzo di vendita.
Domanda: Perché bisogna aggiornare il fondo ammortamento prima di vendere un bene durante l'anno?
Risposta: Perché l'ammortamento si registra di solito a fine anno, ma se il bene viene venduto prima bisogna calcolare la quota di ammortamento maturata fino alla data di vendita, per avere un valore contabile corretto.
Guarda il video
Nel video dedicato alla prima parte sulle immobilizzazioni in partita doppia trovi:
L'introduzione alle immobilizzazioni e la spiegazione delle tre categorie;
Dove vengono collocate in bilancio le immobilizzazioni;
La spiegazione del fondo ammortamento.
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