Vendite in partita doppia: guida completa con teoria ed esempi
- Antonio Lo Surdo
- 31 lug
- Tempo di lettura: 9 min
In questo articolo vediamo come registrare le vendite in partita doppia. Dopo aver visto gli acquisti, questo è il passaggio naturale: un'azienda produce o acquista materiale, lo trasforma e infine lo vende per generare un ricavo.
L'idea di base è semplice: la vendita è, dal punto di vista contabile, l'operazione speculare all'acquisto. Dove nell'acquisto c'era un costo, nella vendita c'è un ricavo; dove nell'acquisto c'era un debito verso il fornitore, nella vendita nasce un credito verso il cliente; dove l'IVA era a nostro credito, nella vendita l'IVA diventa a nostro debito.
In questa guida vediamo prima la scrittura base della vendita di merci, poi il regolamento (il pagamento), quindi i casi più particolari: acconti su vendite, resi su vendite e abbuoni. Alla fine trovi un esempio numerico completo, gli errori tipici e i consigli per l'esame.
Indice:
Quando si registra una vendita
Il momento in cui si registra la vendita non è quando si stipula il contratto, non è quando si consegna la merce e non è quando si riceve il pagamento. La vendita si registra quando si emette la fattura di vendita.
Questo punto è fondamentale e ricorre spesso negli esercizi: se un'azienda stipula un contratto il 20/07, consegna la merce il 30/07 ed emette la fattura tre giorni dopo, la data corretta per la registrazione contabile è la data della fattura (quindi il 02/08), non le altre due date.
Questa regola vale in modo speculare a quanto visto per gli acquisti: negli acquisti si registra quando arriva la fattura del fornitore; nelle vendite si registra quando l'azienda emette la propria fattura al cliente.
La scrittura base della vendita di merci
Quando si effettua una vendita, la struttura della scrittura contabile prevede sempre tre voci.
Merci conto vendite
È il valore imponibile della merce venduta. Essendo un ricavo, va sempre in avere, come variazione economica positiva.
IVA nostro debito
A differenza dell'acquisto (dove l'IVA è un credito verso lo Stato), nella vendita l'IVA è un debito verso lo Stato, perché l'azienda ha incassato l'IVA dal cliente e dovrà poi versarla. Va in avere, come variazione finanziaria passiva.
Crediti verso clienti
È la somma tra imponibile e IVA: rappresenta quanto il cliente deve pagare all'azienda. Va in dare, come variazione finanziaria attiva.
Poiché nella scrittura si mettono prima le voci in dare e poi quelle in avere, l'ordine standard è:
Crediti verso clienti (VF+; dare)
IVA nostro debito (VF-; avere)
Merci conto vendite (VE+; avere)

Regolamento delle vendite
Dopo la fattura di vendita, il credito verso il cliente deve essere regolato, cioè pagato.
Quando arriva il pagamento (in tutto o in parte), bisogna sempre fare due cose:
Chiudere il credito verso il cliente
Il credito che era stato registrato in dare al momento della vendita va ora scritto in avere, per lo stesso importo, in modo da "azzerarlo": il cliente ha pagato, quindi il credito si estingue.
Registrare il mezzo di pagamento
A seconda di come avviene il pagamento, in dare si registra l'aumento del conto corrispondente:
Banca c/c: se il pagamento arriva tramite bonifico;
Cambiali attive: se il cliente paga (in parte o del tutto) con effetti a scadenza futura;
Cassa: se il pagamento è in contanti.
Se il pagamento è parziale (per esempio 40% subito e 60% con cambiali a scadenza), si registrano entrambe le voci nello stesso momento, sempre in dare, per gli importi corrispondenti. Quando poi le cambiali arrivano a scadenza e vengono pagate, si chiudono (in avere) e si registra l'incasso in banca (in dare).
Vendite con acconto
Quando il cliente paga un acconto prima di ricevere la merce, ci sono tre momenti distinti da registrare, sempre nell'ordine cronologico in cui avvengono.
Momento del pagamento dell'acconto
Si registra l'aumento del mezzo di pagamento ricevuto (per esempio assegni) in dare, e contemporaneamente nasce un debito verso il cliente (perché l'azienda ha ricevuto soldi ma non ha ancora consegnato la merce corrispondente), registrato come "debiti per acconti" in avere.
Momento della fattura dell'acconto
Bisogna scorporare l'importo ricevuto in imponibile e IVA con una proporzione:
(imponibile + IVA) : 122 = importo ricevuto : x
Si chiude il debito per acconti in dare e si registrano separatamente:
IVA nostro debito (in avere), per la quota IVA;
Acconti da clienti (in avere), per la quota imponibile.
Momento della fattura della merce
Si registra la vendita completa della merce (l'imponibile totale in avere come merci conto vendite), ma si chiude la voce "acconti da clienti" (in dare, per l'importo dell'acconto già fatturato) e si calcola l'IVA solo sulla parte di imponibile rimanente (per non calcolarla due volte sulla parte già coperta dall'acconto). Il credito residuo verso il cliente è dato dalla somma tra imponibile residuo e la relativa IVA.
Se la dinamica ti è poco chiara, puoi rivedere l'esempio degli acquisti con acconto, ricordandoti che tutto è speculare, dunque che tutto quello che è in dare andrà in avere e viceversa.
Resi su vendite
Se il cliente restituisce la merce perché non conforme, e l'azienda accetta il reso, si emette una nota di variazione. Il momento corretto per registrare il reso è proprio quando si emette la nota di variazione, non quando arriva fisicamente la merce restituita e non quando si effettua un eventuale rimborso.
La scrittura del reso è l'esatto opposto della scrittura di vendita, utilizzando però un conto diverso per il ricavo:
Resi su vendite (in dare, invece di Merci conto vendite): come variazione economica negativa, in quanto riduce il ricavo originario;
IVA nostro debito (in dare, invece che in avere): come variazione finanziaria attiva, perché l'IVA sulla vendita, dunque il debito nei confronti dello Stato, si riduce;
Crediti verso clienti (in avere, invece che in dare): come variazione finanziaria passiva perché il credito verso il cliente diminuisce.
Abbuoni e ribassi passivi
L'abbuono è concettualmente diverso dal reso: il cliente non restituisce la merce, ma l'azienda concede comunque una riduzione sul prezzo (per esempio per un piccolo difetto, un danno nel trasporto, o semplicemente un arrotondamento).
La scrittura contabile è identica a quella del reso, ma cambia il nome del conto usato per il ricavo:
Ribassi e abbuoni passivi (in dare): come variazione economica negativa, in quanto anche qui vi è un minor ricavo rispetto all'origine per l'azienda;
IVA nostro debito (in dare):come variazione finanziaria attiva per l'aggiustamento dell'IVA sulla riduzione concessa;
Crediti verso clienti (in avere): come variazione finanziaria passiva per la somma di imponibile e IVA dell'abbuono, perché il credito verso il cliente si riduce.
Esempio numerico completo
Vediamo ora un esempio numerico che riprende i passaggi principali di questa guida: fattura di vendita, pagamento misto (banca e cambiali) e reso successivo.
Dati di partenza
L'impresa Alfa vende merci al cliente Beta per un imponibile di 40.000 euro, IVA al 22%. La fattura viene emessa in data 20/07. Il pagamento avviene per il 40% tramite bonifico bancario immediato e per il 60% con cambiali a scadenza fine agosto.
Registrazione della fattura di vendita
Calcoliamo l'IVA
IVA = 40.000 × 22% = 8.800 euro
Il credito totale verso il cliente è:
Crediti verso clienti = 40.000 + 8.800 = 48.800 euro
Scrittura del 20/07

Registrazione del pagamento
Il 40% del credito viene pagato subito tramite banca
Quota banca = 48.800 × 40% = 19.520 euro
Il restante 60% viene regolato con cambiali
Quota cambiali = 48.800 × 60% = 29.280 euro
Scrittura del regolamento

Incasso delle cambiali a scadenza
A fine agosto le cambiali giungono a scadenza e vengono incassate tramite banca
Scrittura del 30/08

Reso su una parte della merce
Supponiamo che, prima del pagamento, il cliente restituisca una parte della merce non conforme, per un imponibile di 800 euro più IVA. Viene emessa una nota di variazione.
Calcoliamo l'IVA sul reso
IVA reso = 800 × 22% = 176 euro
Il credito da stornare è:
Credito da stornare = 800 + 176 = 976 euro
Scrittura del reso

Da questo momento, il credito residuo verso il cliente sarà pari a:
48.800 – 976 = 47.824€
importo su cui si baserà il successivo regolamento del pagamento.
Errori tipici sulle vendite
Ci sono alcuni errori che si ripetono spesso in questo argomento.
Sbagliare la data di registrazione
La vendita si registra quando si emette la fattura, non quando si stipula il contratto, non quando si consegna la merce e non quando si riceve il pagamento.
Confondere IVA a credito e IVA a debito
Nella vendita l'IVA è sempre a debito (verso lo Stato), mai a credito. L'IVA a credito riguarda solo gli acquisti.
Dimenticare di chiudere il credito al momento del pagamento
Molti si fermano alla registrazione della vendita e dimenticano che, al momento del pagamento, il credito verso il cliente deve essere chiuso (scritto in avere) e sostituito con la voce corrispondente al mezzo di pagamento ricevuto.
Calcolare l'IVA due volte sugli acconti
Nel caso di acconto, l'IVA va calcolata una volta sull'acconto (al momento della relativa fattura) e poi solo sulla parte di imponibile residua, non sull'intero valore della merce.
Confondere resi e abbuoni
Il reso implica che la merce venga effettivamente restituita (conto "Resi su vendite"); l'abbuono è una riduzione di prezzo concessa senza restituzione della merce (conto "Ribassi e abbuoni passivi"). La struttura della scrittura è identica, ma il conto economico usato è diverso.
Come usare questa guida per preparare l’esame
Per sfruttare al massimo questa guida, conviene procedere per passaggi.
Fissa bene la logica speculare con gli acquisti
Ricorda che ogni voce della vendita è l'esatto opposto della corrispondente voce dell'acquisto: costo diventa ricavo, IVA a credito diventa IVA a debito, debito verso fornitori diventa credito verso clienti.
Allenati a riconoscere la data corretta
Molti esercizi inseriscono più date (contratto, consegna, fattura) proprio per testare se sai individuare quella giusta: la data della fattura.
Memorizza lo schema standard della vendita
Per ogni esercizio, individua sempre: l'imponibile (il ricavo), l'IVA calcolata sull'imponibile, e il credito verso il cliente come somma dei due.
Esercitati sui casi speciali
Prendi almeno un esercizio per ciascun caso: acconto (con i tre momenti), reso e abbuono (con la scrittura "a specchio" rispetto alla vendita). Sono i casi che compaiono più spesso agli esami dopo la scrittura base.
Rifai l'esempio numerico da zero
Prendi l'esempio di questa guida e riscrivilo senza guardare i passaggi, controllando solo alla fine se i numeri coincidono (credito totale, quote di pagamento, importi del reso).
Collega l'argomento agli acquisti
Se hai già studiato bene le scritture degli acquisti, puoi usare quella logica come "specchio" per ricordare velocemente tutte le scritture delle vendite, invece di imparare tutto a memoria da zero.
Domande frequenti
Domanda: Quando si registra la vendita in partita doppia?
Risposta: Si registra quando si emette la fattura di vendita, indipendentemente dalla data del contratto, della consegna della merce o del pagamento.
Domanda: Perché nella vendita l'IVA è a debito e non a credito?
Risposta: Perché l'azienda incassa l'IVA dal cliente e dovrà poi versarla allo Stato: è quindi un debito verso l'Erario, il contrario di quanto avviene negli acquisti.
Domanda: Come si registra un pagamento misto tra banca e cambiali?
Risposta: Si chiude prima il credito verso il cliente per l'intero importo (in avere), poi si registrano le quote effettivamente incassate nei relativi conti (banca, cambiali attive) in dare.
Domanda: Come si gestisce contabilmente un acconto ricevuto su una vendita futura?
Risposta: Si registrano tre momenti distinti: il pagamento dell'acconto (con nascita di un debito verso il cliente), la fattura dell'acconto (con scorporo di imponibile e IVA), e la fattura finale della merce (con chiusura dell'acconto e calcolo dell'IVA sulla parte residua).
Domanda: Qual è la differenza tra reso e abbuono?
Risposta: Nel reso il cliente restituisce fisicamente la merce; nell'abbuono la merce resta al cliente ma viene concessa una riduzione di prezzo. La scrittura contabile è simile, ma cambia il conto usato per registrare la riduzione del ricavo.
Domanda: Perché nel reso e nell'abbuono le voci si registrano nella sezione opposta rispetto alla vendita?
Risposta: Perché reso e abbuono rappresentano una correzione in diminuzione rispetto alla vendita originaria: quello che nella vendita era un ricavo (in avere) diventa un costo (in dare), l'IVA a debito si riduce (in dare) e il credito verso il cliente diminuisce (in avere).
Guarda il video
Nel video dedicato alla prima parte sulle vendite in partita doppia trovi:
La spiegazione di quando si registra una vendita in partita doppia;
La struttura base della scrittura di vendita spiegata passo passo;
Un esercizio base sulla scrittura di vendita svolto step by step.
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