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Analisi per indici: guida completa con teoria ed esempi

Immagine del redattore: Antonio Lo Surdo
Antonio Lo Surdo
31 ago
Tempo di lettura: 10 min

In questo articolo vediamo l'analisi per indici, cioè lo strumento che si usa dopo aver riclassificato conto economico e stato patrimoniale per capire, con un colpo d'occhio, come sta andando un'azienda.


L'idea di base è semplice: un indice è quasi sempre un rapporto tra due valori di bilancio, e leggendolo bene ottieni informazioni preziose su debito, liquidità e redditività.


L'analisi per indici si organizza attorno a tre grandi equilibri:


  • equilibrio finanziario-patrimoniale, che riguarda la struttura di attivo e passivo;

  • equilibrio monetario, che riguarda la capacità di pagare i debiti a breve;

  • equilibrio economico, che riguarda la redditività dell'azienda.


In questa guida vediamo gli indici principali di ciascun equilibrio, con la logica dietro ogni formula, esempi numerici ed errori tipici da evitare in sede d'esame.


Indice:

  1. Che cos'è l'analisi per indici


L'analisi per indici è un'analisi che si fa prendendo il conto economico riclassificato e lo stato patrimoniale riclassificato per calcolare dei valori che facciano capire subito l'andamento dell'azienda. Un indice è quasi sempre un rapporto o una relazione tra due valori di bilancio, quindi non basta saperlo calcolare: bisogna anche saperlo leggere e interpretare.


In teoria si potrebbero calcolare infiniti indici (per esempio la produttività dei dipendenti o dei macchinari), ma in questa guida vediamo i più importanti, divisi nei tre equilibri:


Un principio trasversale per quasi tutti gli indici: molti di essi non hanno un valore "giusto" o "sbagliato" in assoluto, ma vanno confrontati con la media del settore, perché il livello normale di debito o di margine varia molto da settore a settore. Alcuni indici, invece, come il capitale circolante netto, hanno una soglia oggettiva da rispettare (maggiore di zero) indipendentemente dal settore.

  1. Indici di equilibrio finanziario-patrimoniale


Gli indici di equilibrio finanziario-patrimoniale servono a capire come sono strutturati attivo e passivo dell'azienda, cioè se le immobilizzazioni e l'attivo circolante sono finanziati in modo equilibrato dalle passività e dal capitale proprio.


  1. Margine di struttura


Si calcola come:


Margine di struttura = Capitale netto – Immobilizzazioni nette


Serve per vedere se le immobilizzazioni sono finanziate interamente dal patrimonio netto oppure, in parte, dal debito.


  • se il margine è positivo (come nell'immagine), il patrimonio netto copre tutte le immobilizzazioni;

  • se il margine è negativo, una parte delle immobilizzazioni è finanziata da debiti.


Questo indice va confrontato con la media di settore, perché alcuni settori (per esempio le costruzioni) hanno naturalmente più debito di altri.


Margine di struttura


  1. Capitale circolante netto (CCN)


Si calcola come:


CCN = Attività correnti – Passività correnti


Serve per capire se l'azienda riesce a far fronte alle passività di breve termine con le proprie attività di breve termine. A differenza del margine di struttura, questo indice deve essere sempre maggiore di zero: se fosse negativo, vorrebbe dire che l'azienda copre debiti a breve vendendo immobilizzazioni, cioè attività di medio-lungo termine, generando disequilibrio.


Nell'immagine, infatti, l'attivo circolante (detto attivo corrente nella riclassificazione) è di gran lunga maggiore dei debiti di breve periodo; ciò significa che l'azienda ha la capacità di far fronte ai propri impegni di pagamento nel breve periodo.


Capitale circolante netto

  1. Margine di tesoreria


Si calcola come:


Margine di tesoreria = Liquidità immediate + Liquidità differite – Passività correnti


È molto simile al CCN, ma non considera il magazzino, perché il magazzino è la componente più lenta da trasformare in denaro; dunque restituisce un valore più "pulito" e attendibile. Anche questo indicatore, se positivo, è un segnale favorevole.


Questi tre indici si analizzano sempre insieme: la situazione è ottima quando tutti e tre sono maggiori di zero, pessima quando il CCN è negativo, mentre esistono diverse combinazioni intermedie accettabili (basta che il CCN resti sempre positivo).


Margine di tesoreria


  1. Leverage


Si calcola come:


Leverage = Capitale investito / Capitale proprio


Indica il livello di indebitamento: più alto è il leverage, più alto è il livello di debito rispetto al patrimonio proprio. Anche questo indice va confrontato con la media del settore.


Leverage


  1. Grado di copertura degli oneri finanziari


Si calcola come:


Grado di copertura = Reddito operativo / Oneri finanziari


Indica quanto l'azienda è in grado di coprire il pagamento degli interessi con il proprio reddito operativo. È un indicatore molto importante, spesso guardato dalle banche prima di concedere un prestito: più alto è il rapporto, maggiore è il margine di sicurezza in caso di imprevisti che facciano scendere il reddito operativo.


A differenza degli altri indici che abbiamo appena visto, questo, per essere calcolato, utilizza grandezze di tipo economiche che vanno prese dallo schema di conto economico riclassificato


Grado di copertura

  1. Indici di equilibrio monetario


Gli indici di equilibrio monetario usano grandezze simili a quelli finanziari-patrimoniali, ma con un focus diverso: non guardano alla struttura del bilancio, ma alla capacità concreta di avere abbastanza liquidità per pagare.


  1. Current ratio


Si calcola come:


Current ratio = Attivo corrente / Passivo corrente


È concettualmente simile al CCN; ciò che cambia è che qui è espresso in termini percentuale, sottoforma di rapporto, mentre il CCN è espresso come margine e dunque come differenza, ma qui il focus è monetario: l'azienda ha abbastanza soldi (o beni facilmente liquidabili) per pagare le passività a breve?



  1. Quick ratio


Si calcola come:


Quick ratio = (Liquidità immediate + Liquidità differite) / Passivo corrente


È l'equivalente monetario, espresso come rapporto, del margine di tesoreria: si escludono le rimanenze di magazzino, perché sono la componente più lenta da trasformare in cassa.



  1. Durata media dei crediti


Si calcola come:


Durata media crediti = (Crediti verso clienti + Cambiali attive – Anticipi) / Ricavi di vendita × 360


Indica dopo quanti giorni, in media, l'azienda riscuote dai propri clienti.



  1. Durata media dei debiti


Si calcola come:


Durata media debiti = (Debiti verso fornitori + Effetti a breve – Anticipi) / Acquisto di beni e servizi × 360


Indica dopo quanti giorni, in media, l'azienda paga i propri fornitori.


Questi due indici sono fondamentali perché molte aziende non hanno problemi economici (cioè utile positivo), ma problemi monetari: vendono, ma non riscuotono in tempo, e quindi non hanno abbastanza cassa per pagare dipendenti e fornitori. Se la durata media dei crediti è molto più lunga di quella dei debiti, c'è un disequilibrio da monitorare.



  1. Giorni medi di magazzino


Si calcola come:


Giorni medi di magazzino = [(Esistenze iniziali + Rimanenze finali) / 2] / Ricavi di vendita × 360


Indica ogni quanti giorni, in media, l'azienda rinnova il proprio magazzino. Anche questo indice va letto in base al settore: alcuni settori richiedono un magazzino che gira molto velocemente (per esempio prodotti che scadono), altri possono permettersi rotazioni più lente.

  1. Indici di equilibrio economico


Gli indici di equilibrio economico servono a misurare la redditività dell'azienda, distinguendo tra la redditività per gli azionisti e quella dell'intera azienda.



  1. ROE (Return On Equity)


Si calcola come:


ROE = Reddito netto / Capitale netto


Misura la redditività del capitale che gli azionisti hanno investito nell'azienda. Al numeratore si usa il reddito netto (l'utile), perché è ciò che rimane effettivamente agli azionisti dopo aver pagato tutti gli altri portatori di capitale (i creditori, tramite gli interessi).



  1. ROI (Return On Investment)


Si calcola come:


ROI = EBIT / Capitale investito


Misura la redditività dell'intera azienda, non solo quella degli azionisti. Al numeratore si usa l'EBIT (il reddito operativo, cioè il reddito dell'intera impresa prima di pagare interessi e imposte), e al denominatore il capitale investito, cioè tutto il capitale usato per il business (spesso il totale dell'attivo meno eventuali investimenti extra-tipici come i titoli di Stato).


La coerenza tra numeratore e denominatore è fondamentale:


  • il reddito degli azionisti (utile netto) va sempre confrontato con il capitale degli azionisti (patrimonio netto);

  • il reddito dell'intera azienda (EBIT) va sempre confrontato con il capitale investito nell'intera azienda (attivo).



  1. ROS (Return On Sales)


Si calcola come:


ROS = EBIT / Ricavi netti


Misura la marginalità sulle vendite: quanti centesimi di EBIT (o, in alternativa, di utile) restano per ogni euro di ricavi.



  1. ROD (Return On Debt)


Si calcola come:


ROD = Oneri finanziari / Debiti onerosi


Misura il costo medio del debito, cioè quanto costano mediamente i finanziamenti ottenuti dall'azienda.



  1. Tasso di incidenza della gestione extra-caratteristica (TIGE)


Si calcola come:


TIGE = Reddito netto (o risultato ante imposte) / EBIT


Indica quanto la gestione finanziaria e straordinaria impatta sul risultato finale rispetto al reddito operativo puro dell'attività caratteristica.



  1. Tasso di rotazione del capitale investito (TRCI)


Si calcola come:


TRCI = Ricavi / Capitale investito


Indica quante volte, in un anno, il capitale investito si "trasforma" in ricavi.


  1. Errori tipici sull' analisi per indici


Ci sono alcuni errori che si ripetono spesso negli esercizi e nelle domande d'esame.


  1. Confondere EBIT e utile netto nei rapporti


    L'EBIT è il reddito dell'intera impresa (prima di interessi e imposte), mentre l'utile netto è il reddito che resta agli azionisti. Bisogna sempre mantenere coerenza: EBIT va confrontato con il capitale investito totale, utile netto va confrontato con il capitale netto degli azionisti.


  2. Considerare tutto l'attivo come capitale investito


    Il capitale investito non coincide sempre con il totale dell'attivo: bisogna escludere le poste che non sono investite nel business (per esempio i titoli di Stato, che sono investimenti extra-tipici).


  3. Prendere dati di anni diversi nello stesso rapporto


    Se il conto economico si riferisce all'anno n+1, anche le voci di stato patrimoniale usate nel calcolo (crediti, debiti, capitale investito) devono riferirsi all'anno n+1, non all'anno precedente.


  4. Giudicare un indice senza confronto con il settore


    Molti indici (margine di struttura, leverage, ROI, ROE, ROS) non hanno un valore "giusto" in assoluto: vanno confrontati con la media del settore o con gli anni precedenti della stessa azienda.


  5. Confondere l'equilibrio finanziario-patrimoniale con quello monetario


    CCN e current ratio usano le stesse grandezze, ma hanno un focus diverso: il primo guarda alla struttura di bilancio, il secondo alla reale capacità di pagare nel breve periodo.


  6. Dimenticare che il CCN deve essere sempre positivo


A differenza di molti altri indici, il CCN non è "da confrontare col settore": deve essere maggiore di zero in ogni caso, altrimenti c'è un problema strutturale.

  1. Come usare questa guida per preparare l’esame


Per usare bene questa guida in ottica esame, il consiglio è di procedere per step, alternando teoria ed esercizi.


  1. Fissa la teoria di base


Rileggi con calma le sezioni sui tre equilibri e assicurati di saper spiegare a parole tue:


  • che cos'è l'analisi per indici e perché serve un rapporto tra due valori di bilancio;

  • la differenza tra equilibrio finanziario-patrimoniale, monetario ed economico;

  • perché alcuni indici (come il CCN) hanno una soglia oggettiva, mentre altri (come il leverage o il ROE) vanno confrontati con il settore.


Un buon test è questo: se riesci a raccontare questi tre equilibri a voce, in pochi minuti, senza guardare formule, li hai davvero capiti.


  1. Riconosci il tipo di indice a colpo d'occhio


Quando leggi l'enunciato di un esercizio, chiediti subito:


  • questo indice riguarda la struttura del bilancio, la liquidità o la redditività?

  • il numeratore e il denominatore sono coerenti tra loro (per esempio EBIT con capitale investito, utile netto con capitale netto)?

  • i dati che sto usando si riferiscono all'anno giusto?


Questo ti evita l'errore più comune: confondere grandezze simili (come CCN e current ratio) che usano gli stessi numeri ma con un focus diverso.


  1. Memorizza lo schema standard per ciascun equilibrio


Per l'equilibrio finanziario-patrimoniale:


  • calcola margine di struttura, CCN e margine di tesoreria;

  • verifica che il CCN sia sempre positivo;

  • calcola leverage e grado di copertura degli oneri finanziari.


Per l'equilibrio monetario:


  • calcola current ratio e quick ratio;

  • calcola durata media dei crediti e dei debiti e confrontali tra loro;

  • se richiesto, calcola i giorni medi di magazzino.


Per l'equilibrio economico:


  • calcola ROE, ROI, ROS;

  • verifica la coerenza tra numeratore e denominatore;

  • se serve, calcola anche ROD, TRCI e TIGE per un quadro più completo.



  1. Allena la parte interpretativa


Calcolare l'indice è solo metà del lavoro: prepara delle mini-domande di interpretazione, tipo:


  • "Cosa significa se il margine di tesoreria è negativo ma il CCN è positivo?";

  • "Perché un ROI più alto del ROD rende conveniente indebitarsi?";

  • "Cosa vuol dire se la durata media dei crediti è molto più lunga di quella dei debiti?".


Se riesci a rispondere in modo chiaro, sei pronto sia per gli esercizi numerici sia per le domande più teoriche in sede d'esame.


  1. Collega questo articolo con quello sullo stato patrimoniale e sul conto economico


Prova a collegare l'analisi per indici alla riclassificazione di bilancio, per capire da dove arrivano concretamente i dati che usi nelle formule. In questo modo non ti limiti a memorizzare formule isolate, ma costruisci una visione integrata di come si legge la salute di un'azienda.

  1. Domande frequenti


Domanda: Che cos'è l'analisi per indici?

Risposta: È l'analisi che si fa calcolando rapporti tra valori del conto economico e dello stato patrimoniale riclassificati, per capire con un colpo d'occhio l'equilibrio finanziario, monetario ed economico dell'azienda.


Domanda: Che differenza c'è tra CCN e current ratio?

Risposta: Usano le stesse grandezze (attivo corrente e passivo corrente), ma il CCN è una differenza e ha un focus sulla struttura patrimoniale, mentre il current ratio è un rapporto e ha un focus sulla capacità di pagare nel breve periodo.


Domanda: Perché il ROE si calcola con l'utile netto e non con l'EBIT?

Risposta: Perché il ROE misura la redditività per gli azionisti, e l'utile netto è ciò che resta a loro dopo aver pagato interessi e imposte. L'EBIT, invece, è il reddito dell'intera impresa e si usa per calcolare il ROI.


Domanda: Perché la durata media dei crediti e dei debiti è così importante?

Risposta: Perché molte aziende sono in utile ma vanno in crisi di liquidità se riscuotono troppo lentamente rispetto a quando devono pagare i fornitori.


Domanda: Come si interpreta il leverage?

Risposta: Indica il livello di indebitamento: più è alto, più l'azienda si finanzia con debito rispetto al capitale proprio. Va confrontato con la media di settore, perché il livello "normale" di debito varia molto da settore a settore.


Domanda: Cosa vuol dire un grado di copertura degli oneri finanziari alto?

Risposta: Vuol dire che il reddito operativo è molto più alto degli interessi da pagare, quindi l'azienda ha un buon margine di sicurezza anche in caso di imprevisti che riducano il reddito.

  1. Guarda il video


Nel video dedicato alla prima parte sull'analisi per indici trovi:


  • L'introduzione all'analisi per indici;

  • La spiegazione dei principali indici finanziari-patrimoniali;

  • L'utilizzo dello stato patrimoniale per calcolare gli indici finanziari-patrimoniali.





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  1. Author bio


Antonio Lo Surdo – Tutor LGEducation

Nel 2025 ho avuto l'onore di entrare a far parte della LGEducation. Fondata nel 2023 da Lorenzo Giacomelli, essa è la prima azienda in Italia specializzata nell’aiutare studenti universitari con i loro esami di economia e finanza, 100% online. Aiutiamo gli studenti con lezioni private e videocorsi, e ci piace dare tanto valore con risorse gratuite: video su YouTube, appunti scaricabili e articoli come questo.

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