Modello WS-PS: guida completa di macroeconomia
- Antonio Lo Surdo
- 6 giorni fa
- Tempo di lettura: 13 min
In questo articolo vediamo il modello WS-PS, cioè il modello macroeconomico del mercato del lavoro. È uno degli argomenti più importanti della macroeconomia intermedia, perché spiega come si determinano salario reale e disoccupazione naturale a partire dal comportamento di due categorie di soggetti: i lavoratori e le aziende.
I comportamenti che vengono adottati dalle due categorie di soggetti, vengono descritti da due relazioni: la Wage Setting (curva dei salari) e la Price Setting (curva dei prezzi)
La Wage Setting (WS) è la curva che descrive il comportamento dei lavoratori (o dei sindacati) quando negoziano il salario.
La Price Setting (PS) è la curva che descrive il comportamento delle aziende quando fissano i prezzi e, di conseguenza, il salario reale che offrono ai dipendenti.
L'incontro delle due curve determina l'equilibrio nel mercato del lavoro, che dà il livello di disoccupazione naturale dell'economia, cioè il tasso di disoccupazione in corrispondenza del quale il salario richiesto dai lavoratori coincide con il salario reale che le aziende sono disposte a pagare.
Indice:
Chi domanda e chi offre lavoro nel modello WS-PS
Prima di entrare nel modello vero e proprio, è utile fare chiarezza su un punto che spesso genera confusione: chi domanda lavoro? chi lo offre?
In macroeconomia il lavoro è trattato come un fattore produttivo, al pari del capitale o della terra. I fattori produttivi vengono richiesti dalle aziende per produrre beni e servizi, e offerti dalle famiglie in cambio di un salario.
Quindi:
chi domanda lavoro? Le aziende, perché hanno bisogno del fattore produttivo lavoro per produrre.
chi offre lavoro? I lavoratori (le famiglie), perché mettono a disposizione la propria forza lavoro.
Questo è il contrario di quello che si sente nella vita di tutti i giorni, dove si dice che "un lavoratore cerca lavoro". Ma in macroeconomia la logica è diversa: si tratta il lavoro come qualsiasi altro bene; chi lo "acquista" sono le aziende, chi lo "vende" sono i lavoratori.
Il salario reale
Un altro concetto fondamentale da chiarire, prima di introdurre le due curve e il loro funzionamento, è la definizione di salario reale, in quanto l'intero ragionamento del modello WS-PS si svolge in termini di salario reale, non di salario nominale.
Il salario nominale (W) è quello che ti entra nel conto corrente ogni mese: la cifra in euro.
Il salario reale (W/P) è quello che ti interessa davvero: con quel salario nominale, quanti beni e servizi riesci ad acquistare?
Il salario reale è il rapporto tra salario nominale e livello dei prezzi:
W / P
Tutto il modello WS-PS gira intorno a questo concetto: i lavoratori negoziano il salario reale (W/P) che vogliono ottenere, e le aziende determinano il salario reale (W/P) che sono disposte ad offrire attraverso la propria politica di prezzo.
La curva WS (Wage Setting)
La curva WS rappresenta il lato dei lavoratori nel mercato del lavoro, cioè il salario reale (W/P) che i lavoratori sono disposti ad accettare (o che riescono a negoziare) in corrispondenza di diversi livelli di disoccupazione.
Il salario reale (W/P) dipende da due fattori:
Il tasso di disoccupazione (u)
Il salario reale (W/P) dipende negativamente dal tasso di disoccupazione, in quanto più è alta la disoccupazione, più basso sarà il salario reale che i lavoratori riusciranno a ottenere e viceversa.
La logica è semplice:
disoccupazione alta: le aziende possono scegliere tra molti candidati e permettersi di offrire salari più bassi. I lavoratori, consapevoli che ci sono tanti altri disposti a lavorare anche a condizioni peggiori, accetteranno un salario più basso pur di non restare senza lavoro.
disoccupazione bassa: i lavoratori si sentono più "forti" e riescono a negoziare salari più alti. Le aziende sapendo che c'è scarsità di lavoratori sono disposte a pagare di più per trattenere i talenti in azienda.
I fattori istituzionali (z)
Il salario reale (W/P) dipende positivamente dai fattori istituzionali, in quanto più forti sono tali fattori, più alto sarà il salario reale che i lavoratori riusciranno ad ottenere.
Il caso classico sono i sindacati: più i sindacati sono forti e radicati, più riusciranno a difendere i salari dei lavoratori e a strappare condizioni migliori nelle trattative.
Tutto ciò può essere sintetizzato dalla seguente relazione:
WS: W / P = F(u –, z +)
dove il segno – indica dipendenza negativa dalla disoccupazione (u) e il segno + indica dipendenza positiva dai fattori istituzionali (z).
Sul grafico (con il tasso di disoccupazione sull'asse orizzontale e il salario reale su quello verticale), la curva WS ha pendenza negativa:
Movimenti della curva WS:
al crescere della disoccupazione (u), il salario reale (W/P) richiesto dai lavoratori scende e e viceversa: si hanno movimenti lungo la curva WS.
al crescere dei fattori istituzionali (z) (per esempio i sindacati diventano più forti), a parità di disoccupazione (u), i lavoratori riescono ad ottenere un salario reale più alto e viceversa: si hanno movimenti della curva verso l'esterno (se z cresce) o verso l'interno (se z decresce).
La curva PS (Price Setting)
La curva PS rappresenta il lato delle aziende nel mercato del lavoro, cioè il salario reale (W/P) che le imprese sono effettivamente in grado di pagare dato il proprio comportamento di prezzo.
Per capire la PS dobbiamo partire dalla produzione.
La funzione di produzione semplificata è:
Y = A · N
dove:
Y è la produzione totale
A è la produttività del lavoro (quanto produce un lavoratore)
N è il numero di lavoratori
Da questa relazione ricaviamo quanti lavoratori servono per produrre una sola unità di prodotto.
Ponendo la produzione (Y) pari a uno otteniamo:
1 = A · N
Per trovare il numero di lavoratori (N) ci basterà dividere i fattori dell'equazione per la produttività del lavoro (A) (con A≠0) , isolando N, ottenendo:
N = 1 / A
Tale relazione ci dice che per produrre un'unità di prodotto servono 1/A lavoratori.
Il costo per produrre una unità di prodotto è quindi dato dal costo del lavoro (o salario nominale, W) per il numero di lavoratori (N) :
Costo unitario = W · N
= W · (1/A)
= W/A
Ogni azienda non vende al costo, ma aggiunge un margine di profitto, il cosiddetto markup (m). Quindi il prezzo di vendita (P) è:
P = (W/A) · (1 + m)
dove il markup (m) , rappresenta la percentuale di guadagno che l'azienda vuole ottenere sul costo.
Per ricavare la relazione PS possiamo seguire i seguenti step:
Step 1 - Dividiamo ambo i membri per (1+m)
P/(1 + m) = (W/A)
Step 2 - Moltiplichiamo ambo i membri per A e semplifichiamo
[P/(1 + m)] · A = (W/A) · A
Step 3 - Dividiamo ambo i membri per P
P/(1 + m) · (A/P) = W/P
Step 4 - Riscriviamo la relazione invertendo i mebri
PS: W / P = A / (1 + m)
Questa è la curva PS.
Il messaggio è chiaro:
la PS determina il salario reale che le aziende offrono;
il salario reale (W/P) dipende positivamente dalla produttività (A) (più produttività = salario reale più alto) e negativamente dal markup (m) (più markup = salario reale più basso);
Per questo motivo, sul grafico (con disoccupazione sull'asse orizzontale e salario reale su quello verticale), la curva PS è una retta orizzontale: il salario reale che le aziende offrono è lo stesso qualunque sia il livello di disoccupazione.
Movimenti della curva PS:
se A (produttività) aumenta → la PS si sposta verso l'alto (il salario reale che le aziende possono pagare cresce);
se m (markup) aumenta → la PS si sposta verso il basso (le aziende si tengono più margine e pagano salari reali più bassi).
L'equilibrio nel modello WS-PS: la disoccupazione naturale
L'equilibrio nel mercato del lavoro si trova nel punto in cui la curva WS e la curva PS si intersecano.
In quel punto:
il salario reale richiesto dai lavoratori (WS) è uguale al salario reale che le aziende sono disposte a pagare (PS);
WS=PS
il tasso di disoccupazione corrispondente è il tasso di disoccupazione naturale, indicato con u* (o come nel grafico con un).
Il tasso di disoccupazione naturale non è "zero disoccupazione": è il livello di disoccupazione verso cui tende l'economia quando funziona al massimo del suo potenziale, date le sue strutture istituzionali (z), il markup di mercato (m) e la produttività dei lavoratori (A).
Movimenti del modello WS-PS: cosa succede quando cambia qualcosa
Una volta capito l'equilibrio, la parte interessante del modello è capire cosa succede quando cambiano i parametri.
Caso 1 – Aumentano i fattori istituzionali (z aumenta)
Per esempio, i sindacati diventano più forti.
La curva WS si sposta verso l'esterno.
La curva PS rimane ferma.
Il nuovo equilibrio si trova con una disoccupazione naturale (u*) più alta e lo stesso salario reale (W/P) di prima.
Come mai?
I lavoratori chiedono salari reali più alti grazie alla maggiore forza sindacale. Le aziende non modificano la propria politica di prezzo (la PS non si muove), quindi il salario reale che offrono rimane invariato. Il risultato è che i lavoratori che chiedono di più restano disoccupati, e la disoccupazione naturale sale.
Caso 2 – Aumenta il markup (m aumenta)
Per esempio, vi è un innalzamento delle barriere all'entrata nel mercato
La curva PS si sposta verso il basso.
La curva WS rimane ferma.
Il nuovo equilibrio si trova con una disoccupazione naturale (u*) più alta e un salario reale più basso (W/P).
Come mai?
Quando le imprese hanno maggiore potere di mercato perché le barriere all'entrata rendono difficile per nuovi concorrenti entrare nel settore, esse tendono ad alzare i prezzi (P) al di sopra del costo di produzione. Se P aumenta e W rimane invariato, il salario reale (W/P) diminuisce. A un salario reale più basso (W/P) corrisponde una maggiore disoccupazione naturale (u*) (le imprese possono permettersi di pagare salari più bassi ottenendo comunque lo stesso livello di impegno da parte dei propri lavoratori essendo che questi sono consapevoli di non poter trovare facilmente un altro impiego).
Caso 3 – Aumenta la produttività (A aumenta)
Per esempio, migliorano le tecnologie o la formazione dei lavoratori.
La curva PS si sposta verso l'alto.
La curva WS rimane ferma.
Il nuovo equilibrio ha una disoccupazione naturale più bassa (u*) e un salario reale più alto (W/P).
Come mai?
Se la produttività aumenta, ogni lavoratore produce di più, il costo unitario di produzione si abbassa e le aziende possono vendere a prezzi più bassi. Prezzi più bassi (P) significano salario reale più alto (W/P) , e quindi maggiore partecipazione al lavoro e minore disoccupazione naturale (u*) .
Esempio numerico – trovare l'equilibrio WS-PS
Vediamo un esempio numerico semplice per capire come si trova l'equilibrio nel modello WS-PS.
Dati
Curva WS:
W / P = 1 – u
(il salario reale dipende negativamente dalla disoccupazione; per semplicità usiamo questa forma lineare)
Curva PS:
W / P = A / (1 + m)
Produttività:
A = 1
Markup:
m = 0,25 (cioè il 25%)
Passo 1 – Calcolare il salario reale della PS
W / P = A / (1 + m)
W / P = 1 / (1 + 0,25)
= 1 / 1,25
= 0,8
Quindi le aziende, con questa produttività e questo markup, sono in grado di pagare un salario reale pari a 0,8.
Passo 2 – Trovare la disoccupazione naturale
In equilibrio la WS deve essere uguale alla PS:
WS=PS
1 – u* = 0,8
Quindi:
u* = 1 – 0,8
= 0,2
La disoccupazione naturale è 0,2, cioè il 20%.
Passo 3 – Interpretazione
In questa economia:
il livello di disoccupazione (u*) verso cui tende il mercato del lavoro è il 20%;
il salario reale (W/P) di equilibrio è 0,8;
se la disoccupazione effettiva fosse più bassa del 20%: i lavoratori chiederebbero salari reali superiori a 0,8, ma le aziende non sarebbero disposte a pagarli, quindi la disoccupazione tornerebbe a salire verso u*;
se la disoccupazione fosse più alta del 20%: i lavoratori accetterebbero salari inferiori a 0,8 e a quel punto le aziende avrebbero incentivo ad assumere, riportando la disoccupazione verso u*.
Passo 4 – Cosa succede se il markup aumenta a m = 0,5?
Nuovo salario reale della PS:
W / P = 1 / (1 + 0,5)
= 1 / 1,5
≈ 0,667
Nuovo equilibrio WS-PS:
1 – u* = 0,667
u* = 0,333
disoccupazione naturale ≈ 33%
Risultato: un markup più alto ha fatto abbassare il salario reale che le aziende offrono, e la disoccupazione naturale è salita dal 20% al 33%.
Questo è esattamente il meccanismo che descrive il modello: più le aziende si "tengono" margine sui prodotti, più il salario reale si abbassa e più la disoccupazione naturale cresce.
Errori tipici sul modello WS-PS
Questi sono gli errori che compaiono più spesso, sia negli esercizi sia nelle domande teoriche, relativi al modello WS-PS.
Confondere chi domanda e chi offre lavoro
Nel modello WS-PS le aziende domandano lavoro e i lavoratori lo offrono. Non è il contrario. Questo è il punto di partenza, e se lo sbagli rischi di invertire la logica di tutte le curve.
Pensare che la curva PS dipenda dalla disoccupazione
La PS è una retta orizzontale perché il salario reale che le aziende offrono dipende dalla produttività e dal markup, non dal tasso di disoccupazione. Se pensi che si muova lungo l'asse x con la disoccupazione, stai confondendo PS con WS.
Sbagliare il segno del markup
Se m aumenta, la PS si abbassa (il salario reale che le aziende possono pagare scende). Un markup più alto non significa che le aziende possano permettersi di pagare di più: significa che si tengono più margine, e quindi il prezzo sale rispetto al salario, e il salario reale W/P scende.
Confondere movimenti lungo la curva con spostamenti della curva
Se cambia la disoccupazione (u), ci si muove lungo la curva WS. Se cambiano i fattori istituzionali (z), la curva WS si sposta. Non è la stessa cosa: nel primo caso le variabili di quella curva si muovono in modo coerente con la relazione; nel secondo caso cambia la relazione stessa.
Pensare che la disoccupazione naturale sia zero
La disoccupazione naturale non è lo zero: è il tasso di disoccupazione che emerge dall'equilibrio tra WS e PS, date le strutture dell'economia. Un Paese può avere una disoccupazione naturale più alta o più bassa a seconda del markup, della produttività e dei fattori istituzionali.
Come usare questa guida per preparare l’esame
Per sfruttare davvero questo capitolo in ottica esame, conviene procedere per step.
Fissa i concetti di base
Prima di passare agli esercizi, assicurati di saper rispondere a queste domande:
Chi domanda lavoro nel modello WS-PS? Chi lo offre?
Che differenza c'è tra salario nominale e salario reale?
Da cosa dipende la curva WS? Da cosa dipende la curva PS?
Perché la curva PS è orizzontale e la curva WS è decrescente?
Che cos'è la disoccupazione naturale?
Impara a costruire il grafico
Il grafico del modello WS-PS è uno strumento visivo fondamentale. Mettiti a disegnarlo da zero:
asse x: tasso di disoccupazione u
asse y: salario reale W/P
curva WS: decrescente (al crescere di u, il salario reale richiesto scende)
curva PS: orizzontale al livello A / (1 + m)
punto di equilibrio: intersezione tra WS e PS → disoccupazione naturale u*
Esercitati sui movimenti delle curve
Per ogni shock, chiediti:
quale curva si muove (WS o PS)?
in quale direzione si sposta?
come cambia l'equilibrio in termini di u* e W/P?
Fallo per almeno questi tre casi:
aumento dei fattori istituzionali z → WS si sposta verso l'esterno → u* aumenta, W/P invariato;
aumento del markup m → PS si abbassa → u* aumenta, W/P diminuisce;
aumento della produttività A → PS si alza → u* diminuisce, W/P aumenta.
Allenati con l'esempio numerico
Prendi l'esempio numerico di questa guida e riscrivilo da zero:
calcola il salario reale della PS con i dati forniti;
imposta l'uguaglianza WS = PS;
ricava u*;
poi cambia un parametro (per esempio aumenta il markup) e rifai il calcolo.
Collega il modello WS-PS agli argomenti successivi
Una volta che hai capito bene il modello WS-PS, tieni a mente che questo capitolo è il punto di partenza per capire:
la disoccupazione strutturale e ciclica;
la curva di Phillips (la relazione tra inflazione e disoccupazione nel breve periodo);
il ruolo della politica monetaria e fiscale nel modificare la disoccupazione effettiva rispetto a quella naturale.
Se il modello WS-PS è chiaro, gli argomenti successivi diventano molto più lineari.
Domande frequenti
Domanda: Che cos'è la curva WS?
Risposta: È la curva Wage Setting, che rappresenta il salario reale richiesto dai lavoratori in funzione del tasso di disoccupazione. Dipende negativamente dalla disoccupazione e positivamente dai fattori istituzionali come i sindacati.
Domanda: Che cos'è la curva PS?
Risposta: È la curva Price Setting, che rappresenta il salario reale che le aziende sono in grado di pagare dato il loro comportamento di prezzo. È uguale ad A / (1 + m), dove A è la produttività e m è il markup, ed è indipendente dalla disoccupazione.
Domanda: Perché la curva PS è orizzontale?
Risposta: Perché il salario reale che le aziende offrono dipende solo da produttività e markup, non dal livello di disoccupazione. Qualunque sia il tasso di disoccupazione, le aziende fissano lo stesso salario reale.
Domanda: Che cos'è il markup?
Risposta: È il margine di profitto che l'azienda aggiunge al costo di produzione per determinare il prezzo finale. Un markup più alto significa prezzi più alti rispetto ai salari nominali, e quindi un salario reale più basso.
Domanda: Che cos'è la disoccupazione naturale?
Risposta: È il tasso di disoccupazione di equilibrio del mercato del lavoro, cioè il punto in cui la WS e la PS si incrociano. È il livello di disoccupazione verso cui tende l'economia quando funziona al suo potenziale, date le condizioni strutturali.
Domanda: Cosa succede alla disoccupazione naturale se aumenta il potere sindacale?
Risposta: La curva WS si sposta verso l'esterno, la PS rimane ferma. Il nuovo equilibrio ha una disoccupazione naturale più alta e lo stesso salario reale. I lavoratori chiedono di più, ma le aziende non modificano i prezzi, quindi chi chiede di più resta disoccupato.
Domanda: Cosa succede se aumenta la produttività del lavoro?
Risposta: La curva PS si sposta verso l'alto, la WS rimane ferma. Il nuovo equilibrio ha una disoccupazione naturale più bassa e un salario reale più alto.
Guarda il video
Nel video dedicato al modello WS-PS trovi:
la spiegazione di chi domanda e chi offre lavoro in macroeconomia, con la distinzione rispetto alla visione di tutti i giorni;
la spiegazione del significato di salario reale e la differenza col salario nominale;
la costruzione passo passo della curva WS, con il significato del tasso di disoccupazione e dei fattori istituzionali;
esempi chiari su cosa succede quando cambia z, con i movimenti della curva WS.
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